Somalia: civili sotto attacco - Amnesty International Italia

Somalia: civili sotto attacco

26 marzo 2010

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Somalia: civili subiscono continue violazioni dei diritti umani

(26 marzo 2010)

Nel corso dell’ultima ondata di violenze in Somalia, che ha avuto inizio nel maggio 2009 con il lancio da parte dei gruppi armati di opposizione della più grande offensiva contro il governo di Mogadiscio, sono emersi evidenti esempi di violazioni dei diritti umani – ha dichiarato Amnesty International.

Nel suo documento ‘Nessuna fine in vista: le continue sofferenze della popolazione civile in Somalia‘, Amnesty International passa in rassegna le violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto umanitario commesse negli ultimi sei mesi, in particolare dai gruppi armati che si oppongono al governo somalo e alle forze dell’Unione africana (Ua). Il documento denuncia anche attacchi indiscriminati da parte del governo e delle forze dell’Ua, su cui bisogna indagare.

Migliaia di civili sono stati uccisi e feriti nel corso dei bombardamenti con cannoni e altra artiglieria durante gli scontri tra i due gruppi armati al-Shabab e l’Islam Hizbul, da un lato, e il Governo federale di transizione (Tfg) e le forze dell’Ua dall’altro, soprattutto nella capitale Mogadiscio.

Secondo dati delle Nazioni Unite, dall’inizio di febbraio questi combattimenti nella città hanno provocato la morte di decine e decine di civili e obbligato oltre 55.000 persone a fuggire dalle loro abitazioni.

I gruppi armati sparano colpi di mortaio e d’artiglieria pesante da zone abitate e luoghi pubblici di Mogadiscio, contro le sedi del Tfg e della Missione dell’Unione africana in Somalia (Amisom) situate a loro volta nei pressi di zone abitate. Questi attacchi danno vita a rappresaglie e provocano continui spostamenti di coloro che già hanno lasciato le loro abitazioni.

Alcuni attacchi hanno deliberatamente come obiettivi i civili. Ventitré persone sono state uccise e 60 sono rimaste ferite il 3 dicembre 2009 a causa di un attentato all’Hotel Shamo, mentre era in corso una cerimonia di laurea di studenti di Medicina.

Le persone che vivono nelle aree controllate dai gruppi armati sono sotto la crescente minaccia di torture (tra cui amputazioni e frustate) ed uccisioni illegali in pubblico, compresa la lapidazione, col pretesto del mantenimento dell’ordine e della legge.

La distribuzione degli aiuti umanitari, di cui gli sfollati hanno un disperato bisogno, viene fortemente ostacolata dai gruppi armati di opposizione, che spesso accusano le organizzazioni di soccorso di svolgere attività di spionaggio per conto della comunità internazionale.

I gruppi armati continuano inoltre a intimidire giornalisti e a imporre rigide regole ai mezzi d’informazione, nel sistematico tentativo di soffocare la libertà di espressione.

Amnesty International sollecita il Tfg, i gruppi armati  di opposizione, l’Ua e la comunità internazionale ad attuare una serie di raccomandazioni nel tentativo di ridurre le violazioni dei diritti umani contro i civili e consentire l’accesso sicuro alle organizzazioni umanitarie.

Maggiori informazioni sono disponibili online