Sri Lanka: catastrofe umanitaria in corso - Amnesty International Italia

Sri Lanka: catastrofe umanitaria in corso

31 marzo 2009

Tempo di lettura stimato: 4'

La situazione per la popolazione dello Sri Lanka, dove dal 1983 va avanti un conflitto che oppone le Tigri per la liberazione della patria Tamil (Ltte) al governo centrale, è ormai del tutto insostenibile.

Già lo scorso maggio il conflitto si era intensificato in Wanni, regione nordorientale del paese. All’inizio del 2008 si è verificata una recrudescenza degli scontri e a pagarne le peggiori conseguenze è stata la popolazione inerme.

Attualmente decine di migliaia di persone sono intrappolate nelle cosiddette ‘zone di sicurezza’, mentre gli scontri tra l’Ltte e l’esercito dello Sri Lanka sono aumentati.

Amnesty International ha ricevuto informazioni attendibili secondo le quali l’Ltte ha organizzato trasferimenti di civili verso la regione di Wanni, sotto il proprio controllo, tenendo di fatto queste persone come ostaggi e usandole come ‘cuscinetto’ per contrastare l’offensiva dell’esercito dello Sri Lanka, violando così il diritto umanitario.

Secondo la maggior parte degli osservatori indipendenti, tra 150.000 e 200.000 civili sarebbero così rimasti intrappolati in una zona dove sono in corso aspri combattimenti. L’Ltte avrebbe anche aperto il fuoco contro civili che cercavano di fuggire.

Il governo dello Sri Lanka ha fatto del suo per aggravare la situazione, impedendo l’accesso degli aiuti umanitari in una regione nella quale non rimane più alcuna struttura ospedaliera in funzione.

L’incubo, per le persone che riescono a fuggire dalle zone controllate dall’Ltte, prosegue quando arrivano nelle zone controllate dalle forze governative: ai posti di blocco dell’esercito e nei cosiddetti ‘villaggi per gli sfollati’ vengono effettuati controlli selettivi, che terminano col respingimento o con la detenzione a tempo indeterminato di numerose persone di etnia Tamil. Questi ‘villaggi per sfollati’, inoltre, sono sovraffollati, non hanno servizi e risultano fortemente militarizzati.

Per risolvere la crisi dei diritti umani nella regione di Wanni, Amnesty International chiede:

all’Ltte, di consentire a tutti i civili di lasciare le zone di conflitto;
a chiunque abbia influenza sull’Ltte, di premere perché questo gruppo agisca in tal senso;
al governo dello Sri Lanka, di garantire che i civili intrappolati nel conflitto ricevano aiuti umanitari e che siano organizzati corridoi sicuri per coloro che cercano di lasciare le zone dove sono in corso i combattimenti;
ancora al governo dello Sri Lanka, di assicurare che i profughi ottengano assistenza e riparo adeguati e abbiano accesso a un reinsediamento rapido e in condizioni di sicurezza, come richiesto dagli standard internazionali;
ai donatori internazionali, comprese le Nazioni Unite, di assicurare che la loro assistenza sia usata solo quando vengano rispettati gli standard e le norme internazionali e non finisca per sostenere politiche di governo che violano i diritti umani.

Per approfondire, consulta il rapporto di Amnesty InternationalSri Lanka: Stop the War on Civilians in Sri Lanka: A briefing on the humanitarian crisis and lack of human rights protection’.

Notizie e comunicati stampa sulla crisi in Sri Lanka:

(27 marzo) Sri Lanka: Amnesty International denuncia l’escalation della guerra, migliaia di civili sotto tiro
(10 febbraio) Sri Lanka: un conflitto senza testimoni si acuisce e diventa sempre più brutale
(5 febbraio) Sri Lanka: Government, Tigers should declare temporary truce and open humanitarian corridors to get civilians out, aid in
(19 novembre 2008) Sri Lanka: Hundreds of thousands trapped in the Wanni need urgent shelters

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