Undici tibetani si danno fuoco da marzo. La Cina deve affrontare le cause - Amnesty International Italia

Undici tibetani si danno fuoco da marzo. La Cina deve affrontare le cause

7 novembre 2011

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Amnesty International e Human Rights Watch hanno scritto una lettera aperta al presidente cinese Hu Jintao, chiedendo al governo di Pechino di riesaminare a fondo la situazione dei diritti umani in Tibet e porre fine alle leggi e alle politiche che limitano gravemente le libertà fondamentali dei tibetani e che paiono essere alla base degli atti di auto immolazione che si ripetono con regolarità da marzo.

Nove tra monaci ed ex monaci e due monache si sono dati fuoco negli ultimi otto mesi nella provincia del Sichuan, al centro di un nuovo giro di vite da parte delle autorità cinesi, che hanno imposto restrizioni nei confronti di una serie di monasteri della zona. Sei dei tibetani che si sono immolati sono deceduti tra le fiamme.

Nella loro lettera aperta, Amnesty International e Human Rights Watch chiedono di rendere noto il luogo di detenzione di alcune centinaia di persone arrestate da marzo, compresi i monaci immolatisi e rimasti feriti; di porre fine alla politica d’indottrinamento dei monaci e delle monache che prende il nome di ‘educazione patriottica’ ed ‘educazione legale; e di ridurre la massiccia presenza delle forze di sicurezza all’interno e nei dintorni del luoghi di culto.