Usa: occorre rivedere il caso dei 'cinque cubani' - Amnesty International Italia

Usa: occorre rivedere il caso dei ‘cinque cubani’

14 ottobre 2010

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In un rapporto inviato al governo americano mercoledì 13 ottobre, Amnesty International ha sottolineato le sue preoccupazioni sull’effettiva correttezza del processo a cinque uomini, condannati nel 2001 per aver agito come agenti dell’intelligence per conto di Cuba e per relativi capi d’imputazione. I cinque stanno scontando pene detentive da 15 anni di carcere all’ergastolo, in prigioni federali statunitensi.

I cubani Fernando González, Gerardo Hernández e Ramón Labañino, e gli statunitensi Antonio Guerrero e René González sono stati condannati, tra l’alto, per aver agito come agenti non dichiarati della Repubblica di Cuba, aver cospirato a tale scopo, per frode e uso improprio dei documenti di identità. Inoltre in tre casi, l’accusa riguardava anche la cospirazione allo scopo di trasmettere informazioni relative alla difesa nazionale. Gerardo Hernández è stato ulteriormente condannato con l’accusa di complotto a scopo di omicidio.

In una lettera inviata da Amnesty International al ministro della Difesa Eric Holder lo scorso ottobre, l’organizzazione per i diritti umani non si è pronunciata sulla colpevolezza o innocenza dei cinque, ma ha espresso dubbi sulla correttezza e imparzialità del processo svoltosi a Miami.

Le preoccupazioni sono relative alla dilagante ostilità nei confronti del governo cubano presente in questa area del paese, che caratterizza gli organi di stampa locali, all’efficacia delle prove a sostegno dell’accusa di cospirazione finalizzata all’omicidio nel caso di Gerardo Hernández, alle circostanze di detenzione preprocessuale dei cinque, durante la quale hanno avuto un accesso limitato ai loro avvocati e ai documenti, che potrebbe aver compromesso il loro diritto alla difesa.

Amnesty International ha chiesto al governo di rivedere il caso e ribadisce le sue preoccupazioni per i ripetuti dinieghi da parte del governo di visti temporanei, per permettere alle mogli cubane di due prigionieri, René González e Gerardo Hernández, di fare loro visita.