Capo di stato e di governo: Leonel Fernández Reyna
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 10,1 milioni
Aspettativa di vita: 72,4 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 37/29‰
Alfabetizzazione adulti: 89,1%
Ci sono state notizie di almeno 226 uccisioni illegali da parte delle forze di sicurezza, tra gennaio e agosto. Haitiani e dominico-haitiani hanno subito discriminazioni diffuse. La riforma della costituzione ha accresciuto la probabilità di un divieto totale dell'aborto.
Il processo di riforma costituzionale si è concluso a dicembre. Tra gli sviluppi positivi si rilevano disposizioni per la nomina del difensore civico per i diritti umani e la creazione di una corte costituzionale. Tuttavia, diverse organizzazioni della società civile hanno espresso il timore che molti degli emendamenti mettessero a repentaglio le garanzie costituzionali sui diritti umani.
Secondo l'ufficio del procuratore generale, tra gennaio e agosto sono morte per mano della polizia 226 persone, 72 in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Testimonianze oculari e altre prove indicano che molte di queste uccisioni erano illegali e alcune potevano configurarsi come esecuzioni extragiudiziali.
*Il 28 marzo, Nicolas Disla è stato fermato per strada a Santo Domingo da tre agenti di polizia a bordo di un'auto di pattuglia. Testimoni oculari hanno affermato che, sebbene Nicolas Disla fosse disarmato e avesse obbedito agli ordini dei poliziotti, uno di questi gli aveva sparato due colpi alla gamba. Gli agenti lo hanno quindi ammanettato mentre giaceva ferito e lo hanno portato via in auto. I suoi familiari hanno appreso più tardi nel corso della giornata che Nicola Disla era stato dichiarato morto all'arrivo all'ospedale locale, con ferite d'arma da fuoco allo stomaco e alle gambe. Due giorni più tardi, al funerale, uno degli agenti presunti responsabili dell'uccisione ha cercato di sparare al fratello di Nicola Disla, Juan Carlos Disla. A fine anno sull'omicidio era ancora in corso un'inchiesta giudiziaria.
La polizia è ricorsa a un uso eccessivo della forza per disperdere i manifestanti che protestavano contro la mancanza di accesso all'acqua potabile, la precarietà delle infrastrutture e i frequenti tagli alle forniture di elettricità.
*Il 16 luglio, il tredicenne Miguel Ángel Encarnación è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco durante una manifestazione nel quartiere Capotillo di Santo Domingo. Secondo la polizia, gli spari erano stati esplosi da persone non identificate. Tuttavia, una commissione d'inchiesta ha in seguito confermato le deposizioni dei testimoni oculari secondo cui era stato un agente di polizia a sparare. A fine anno il poliziotto era sotto inchiesta.
Migliaia di dominicani hanno continuato a veder revocati i loro documenti di identità sulla base di una direttiva emanata nel marzo 2007 dal Consiglio elettorale. La vasta maggioranza di coloro ai quali erano stati ritirati i documenti erano di origine haitiana. Il rifiuto a rilasciare documenti di identità ha determinato per le persone il diniego di accesso ai servizi sanitari e scolastici, al diritto di voto e all'impiego. Coloro che erano privi di documenti sono risultati inoltre a rischio di detenzione arbitraria e di espulsione di massa, senza poter accedere a un processo di revisione giudiziaria.
Molte espulsioni di migranti haitiani hanno violato gli standard internazionali sui diritti umani.
Il 4 ottobre, 25 braccianti agricoli haitiani, che partecipavano a una sessione di formazione in tema di diritto del lavoro per i lavoratori migranti a Montecristi, sono stati arrestati da soldati e rimpatriati ad Haiti il mattino successivo. Essi non hanno potuto contestare la legalità della loro detenzione, appellarsi contro la decisione, né raccogliere le loro cose o i salari dovuti.
Sono pervenute continue notizie di aggressioni da parte della folla nei confronti di migranti haitiani apparentemente come rappresaglia per le uccisioni di cittadini dominicani o per altri reati per i quali erano ritenuti responsabili haitiani. Le autorità non hanno provveduto ad attuare misure per combattere il razzismo e la xenofobia.
*Il 2 maggio, Carlos Nerilus, un cittadino haitiano, è stato decapitato da un gruppo di residenti che sosteneva che egli avesse ucciso un uomo dominicano a Santo Domingo il giorno precedente.
Secondo l'ufficio del procuratore generale, il numero di donne uccise dal partner o dall'ex partner è diminuito del 31 per cento tra giugno e agosto 2009, rispetto allo stesso periodo del 2008. Tuttavia, secondo le organizzazioni femminili, la portata reale di questi crimini potrebbe essere stata mascherata dall'inadeguatezza della raccolta dei dati.
La violenza sessuale ha continuato a essere diffusa, con particolare rischio per le giovani donne. Ad esempio, a luglio l'ufficio del pubblico ministero di Santo Domingo ha rivelato che, in media, il 90 per cento delle querele per violenza sessuale riguardava ragazze al di sotto dei 18 anni.
Gli emendamenti alla costituzione hanno introdotto il principio dell'inviolabilità della vita dal "concepimento alla morte". Le organizzazioni femminili, gli operatori medico-sanitari e altri settori della società civile hanno espresso forti timori che ciò potesse significare negare a donne e ragazze il diritto alla vita, limitando seriamente il loro accesso a un aborto sicuro, nel caso di complicanze per cui avrebbero rischiato di morire. C'era inoltre il timore che ciò limitasse la non ascrivibilità a reato dell'aborto nei casi in cui la gravidanza sia il risultato di stupro o di incesto.
Delegati di Amnesty International hanno visitato la Repubblica Dominicana a marzo e tra settembre/ottobre.
Dominican Republic: Submission to the UN Universal Periodic Review (AMR 27/002/2009)
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