Capo di stato: re Mswati III
Capo del governo: Barnabas Sibusiso Dlamini
Pena di morte: abolizionista de facto
Popolazione: 1,2 milioni
Aspettativa di vita: 45,3 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 111/92‰
Alfabetizzazione adulti: 79,6%
I diritti alla libertà di associazione, espressione e riunione hanno continuato a essere repressi. La legislazione sulla sicurezza è stata impiegata per violare i diritti delle persone. La polizia è ricorsa a un uso eccessivo della forza contro manifestanti. Sono pervenute notizie di tortura e di uso ingiustificato della forza letale da parte delle forze di sicurezza. Circa il 70 per cento della popolazione dello Swaziland viveva in condizioni di povertà e un quarto necessitava di aiuti alimentari. Donne e ragazze hanno continuato a essere sproporzionalmente colpite dalla violenza, dalla povertà e dalla pandemia da Hiv che dilaga nel paese.
Il nuovo governo, entrato in carica nell'ottobre 2008, ha continuato a rispondere all'opposizione politica e al dissenso tramite il ricorso alla legge sulla repressione del terrorismo del 2008 (Sta). A luglio, organizzazioni della società civile si sono incontrate a Manzini e hanno invocato una maggiore tutela dei diritti umani, compresa la sfera dei diritti alla salute, all'istruzione, all'abitazione e alla sicurezza, la fine della violenza contro le donne e l'abrogazione della Sta. Il National Smart Partnership Dialogue del governo, tenutosi ad agosto, è stato criticato da organizzazioni politiche e della società civile in quanto si era rivelato inadeguato.
A settembre, il governo ha annunciato la nomina della Commissione sui diritti umani e la pubblica amministrazione, attesa dall'entrata in vigore della nuova costituzione nel 2006. Tuttavia, il re ha nominato i commissari senza legislazione attuativa e completa consultazione o coinvolgimento nel processo di nomina.
I ritardi nella nomina dei magistrati hanno iniziato a essere affrontati ma non sono cessati i timori riguardo alle effettive garanzie di indipendenza della magistratura.
Nonostante le crescenti critiche sia sul piano interno che internazionale, il governo ha dichiarato che non avrebbe emendato la Sta. Le autorità si sono servite anche di altre leggi in materia di sicurezza per arrestare e perseguire esponenti critici del governo.
*Il 3 giugno, l'avvocato per i diritti umani Thulani Maseko è stato arrestato ai sensi della legge sulla sedizione e le attività sovversive, poiché si sarebbe espresso "con intento sovversivo" a un raduno pubblico. Dopo alcune udienze in tribunale, è stato rinviato in custodia presso la prigione di massima sicurezza di Sidwashini. Il 10 giugno, il suo avvocato ha ottenuto un'ordinanza dell'Alta corte che gli concedeva accesso legale confidenziale e due giorni dopo è stato rilasciato su cauzione. A fine anno non era stata ancora fissata una data per il processo.
*A luglio, la polizia ha arrestato gli attivisti politici Mphandlana Shongwe e Norman Xaba a un raduno della società civile a Manzini, apparentemente per aver gridato slogan e indossato magliette associate con organizzazioni ritenute terroristiche ai sensi della Sta, nel 2008. Essi sono stati rilasciati su cauzione. A fine anno non era stata ancora fissata la data del processo.
*Il 21 settembre, primo giorno del processo, l'Alta corte ha prosciolto Mario Masuku, presidente del prescritto Movimento popolare democratico unito (Pudemo), dal capo d'imputazione di cui era stato accusato ai sensi della Sta. La corte ha ritenuto che le prove avanzate dallo stato o erano inammissibili o non avevano fondamento nel caso.
*Il processo a carico del cittadino sudafricano Amos Mbedzi, rinviato a giudizio per sovversione e altre accuse in relazione a un tentativo di bombardare un ponte nel 2008, è stato rinviato a marzo 2010.
*Sedici imputati accusati nel 2006 di tradimento in relazione con alcuni attentati dinamitardi non sono stati processati. Essi sono rimasti in libertà condizionata su cauzione. Il governo non aveva ancora reso pubblico il rapporto di un'inchiesta sulle accuse di tortura durante la detenzione preprocessuale.
Le drastiche e vaghe disposizioni della Sta e delle pene a essa associate hanno continuato a intimidire le voci critiche del governo. Attivisti della società civile e oppositori politici hanno riportato sempre più numerosi episodi di vessazioni, perquisizioni e confisca di materiale oltre che di monitoraggio delle comunicazioni elettroniche, delle telefonate e degli incontri, alcuni dei quali sono stati interrotti dalla polizia.
I media e i giornalisti hanno subito continue pressioni e veri e propri atti di intimidazione. Sempre più spesso la polizia ha esercitato pressioni sui giornalisti affinché rivelassero le loro fonti e allo scopo di dissuaderli dal pubblicare determinate notizie che, ai sensi della Sta, potevano associarli con le attività di organizzazioni dichiarate come terroristiche. The Times of Swaziland ha ricevuto pressioni affinché cessasse di pubblicare gli editoriali settimanali di un esponente critico del governo, Mfomfo Nkhambule.
*Il 21 maggio, la Corte suprema ha sentenziato, in una causa intentata dai sindacati e da organizzazioni politiche, che non vi era conflitto tra il diritto dei cittadini dello Swaziland di formare ed entrare a far parte di partiti politici ai sensi dell'art. 25 della costituzione e l'art. 79, che consente di partecipare alle elezioni soltanto per "merito individuale". Una sentenza contraria, pronunciata dal giudice Thomas Masuku, aveva ritenuto che il diritto sostanziale alla libertà di associazione tutelato all'art. 25 era reso nullo dall'art. 79 e che tale deroga non poteva essere ragionevolmente giustificata.
La polizia e altri funzionari della sicurezza, comprese ronde non ufficiali, hanno continuato a impiegare un uso eccessivo della forza nei confronti di sospetti criminali, attivisti politici e manifestanti disarmati. Sono stati riportati anche episodi di tortura e altri maltrattamenti. Il problema dell'impunità per questi abusi non è stato affrontato. Sebbene il nuovo commissario di polizia, Isaac Magagula, abbia sottolineato la necessità di rispondere alla preoccupazione dell'opinione pubblica riguardo alla criminalità senza ricorrere alla "brutalità della polizia" e abbia limitato l'uso da parte della polizia della forza letale a circostanze in cui la vita degli agenti o di altri sia a rischio, le vittime di abusi da parte della polizia hanno continuato a non avere accesso a un organismo indipendente d'inchiesta sulle denunce.
*Il 16 aprile, gli organizzatori ecclesiastici e sindacali hanno dovuto disdire una marcia per la libertà d'istruzione dopo che erano scoppiate violenze. Un gruppo di testa aveva danneggiato delle proprietà e aggredito un agente di polizia. Le forze di sicurezza sono ricorse a un uso sproporzionato della forza nei confronti di alcuni manifestanti, compreso un uomo che hanno colpito con manganelli, preso a calci e calpestato, apparentemente perché aveva oltraggiato la bandiera nazionale.
*Il 4 settembre, Wandile Dludlu, presidente di Swayoco, il Congresso giovanile dello Swaziland, è stato arrestato illegalmente da quattro agenti di polizia nei pressi del confine col Sudafrica. È stato portato in una zona boscosa nei pressi di Bhunya e interrogato in merito a delle armi, mentre veniva sottoposto ripetutamente a tortura tramite soffocamento, con le mani e caviglie legate strette dietro il corpo. Circa sette ore più tardi la polizia lo ha scaricato, senza accusa, a Mbabane. È stato necessario il ricovero ospedaliero per lesioni e trauma psicologico, secondo le sue accuse. Ha sporto denuncia penale nei confronti di alcuni poliziotti il cui nome è noto presso la stazione di polizia di Mbabane, ma a fine anno le indagini non avevano portato ad alcun arresto. Egli ha inoltre sporto querela civile per danni.
*Il 21 settembre, agenti di sicurezza dei servizi correzionali, senza emettere alcun avviso di disperdersi, hanno aggredito attivisti politici che si erano radunati pacificamente per attendere il rilascio di Mario Masuku (v. sopra) dalla struttura penitenziaria centrale di Matsapha. Gli agenti hanno inoltre intimato ai giornalisti di smettere di riprendere e fotografare il loro intervento. Essi hanno sequestrato fotocamere e altra attrezzatura di ripresa e hanno insultato verbalmente, minacciato e aggredito fisicamente diversi giornalisti. L'inchiesta della polizia sull'episodio a fine anno non aveva portato ad alcun arresto. Inoltre, le autorità non hanno intrapreso alcun provvedimento pubblicamente noto nei confronti del dipartimento servizi correzionali, malgrado le richieste generali di un'inchiesta sulle violenze e le intimidazioni ai danni di lavoratori degli organi di stampa.
Il tasso d'incidenza dell'Hiv nello Swaziland è rimasto il più alto del mondo. Le statistiche più recenti dell'Unaids hanno indicato che il 42 per cento delle donne in gravidanza che frequentavano gli ambulatori prenatali erano sieropositive all'Hiv. L'accesso alle terapie antiretrovirali per l'Aids ha continuato a migliorare, ma la mancanza di un'adeguata alimentazione quotidiana, in particolare nelle aree rurali, ha continuato a ostacolare la capacità delle persone affette da Aids di seguire le cure, che devono essere assunte assieme al cibo a intervalli regolari durante la giornata.
Si ritene che 256.383 persone necessitavano di aiuti alimentari. Il 15 per cento dei nuclei familiari avevano per capofamiglia orfani minorenni.
A ottobre, in occasione della Giornata mondiale contro la povertà, il Coordinatore residente delle Nazioni Unite ha espresso preoccupazione perché non vi erano segnali di un'inversione di tendenza nei livelli di povertà.
Si sono mantenute costanti le sostanziali differenze di genere nei tassi di povertà e infezione da Hiv, con le donne sproporzionatamente colpite e infettate. Le donne hanno continuato a essere vittime di violazioni dei loro diritti sessuali e riproduttivi a causa della violenza o della minaccia di violenza da parte di partner maschi, che si rifiutavano di usare il profilattico.
A novembre, è stata lanciata, con il sostegno ufficiale delle autorità, la Campagna sulla riduzione accelerata della mortalità materna nello Swaziland. Il tasso di mortalità materna era stimato in 370 ogni 100.000 bambini nati vivi nel 2006.
A marzo, l'Alta corte ha sentenziato che il governo aveva l'obbligo, in base alla costituzione, di fornire ai bambini un'istruzione scolastica primaria gratuita. Tuttavia, il primo ministro ha dichiarato che la sentenza avrebbe potuto essere applicata gradualmente, a partire dal 2010.
La finalizzazione di una bozza legislativa riguardante il diritto delle donne all'uguaglianza di fronte alla legge e i diritti dell'infanzia ha continuato a essere rinviata, nonostante la nomina di legislatori aggiuntivi da parte del ministero della Giustizia, al fine di velocizzare la riforma di leggi in conflitto con la costituzione.
A ottobre, il parlamento ha approvato il progetto di legge (divieto) sulla tratta e il commercio di persone.
Sebbene la costituzione del 2006 consenta il ricorso alla pena di morte, l'ultima esecuzione risale al 1983. Nel corso dell'anno non sono state comminate condanne a morte. Tre persone rimanevano in attesa di esecuzione.
Delegati di Amnesty International hanno visitato lo Swaziland a marzo.
Swaziland: Suppression of Terrorism Act undermines human rights in Swaziland (AFR 55/001/2009), pubblicazione congiunta con il Human Rights Institute of the International Bar Association
Swaziland: An atmosphere of intimidation - Counter-terrorism legislation used to silence dissent in Swaziland (AFR 55/004/2009)
Swaziland: Amnesty International condemns use of excessive force against media workers and political activists by prison officials (AFR 55/006/2009)
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