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Tagikistan

Repubblica del Tagikistan

Capo di stato: Emomali Rakhmon
Capo del governo: Okil Okilov
Pena di morte: abolizionista de facto
Popolazione: 7 milioni
Aspettativa di vita: 66,4 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 83/74 ‰
Alfabetizzazione adulti: 99,6%

  1. Violenza contro donne e ragazze
  2. Libertà di religione
  3. Tortura e maltrattamenti
  4. Libertà di espressione - Giornalisti
  5. Missione e rapporti di Amnesty International

Le autorità non hanno affrontato in modo appropriato il problema della violenza contro le donne. La libertà di espressione è rimasta sottoposta a limitazioni. Il governo ha continuato a esercitare uno stretto controllo sulle pratiche religiose. Sono pervenute ulteriori segnalazioni di casi di tortura e altri maltrattamenti da parte delle forze di polizia.

Violenza contro donne e ragazze

Tra un terzo e metà delle donne tagike sono state sottoposte ad abusi fisici, psicologici o sessuali da parte dei mariti o di altri membri della famiglia. Nonostante alcuni passi iniziali intrapresi dal governo per combattere la violenza domestica, l'accesso delle donne al sistema di giustizia penale è rimasto limitato e sono stati praticamente inesistenti i servizi a tutela delle vittime di violenza domestica, come case rifugio e alloggi alternativi adeguati. La maggior parte delle donne non ha denunciato le violenze subite, per timore di rappresaglie o a causa dell'inadeguatezza delle risposte di polizia e magistratura, alimentando l'impunità per i perpetratori degli abusi. La violenza domestica è stata ampiamente giustificata come una "questione di famiglia" da parte delle autorità, intenzionate a promuovere i tradizionali ruoli di genere. Donne e ragazze sono state anche maggiormente vulnerabili alla violenza domestica a causa dei matrimoni precoci e non registrati e per l'aumento del tasso di abbandono scolastico. Il progetto di legge in materia di protezione dalla violenza domestica, in fase di preparazione da diversi anni, non è stato ancora presentato al parlamento.

Libertà di religione

È proseguito il divieto delle attività dei testimoni di Geova in tutto il paese e membri del gruppo missionario sunnita Jamaat-ut Tabligh hanno subito ulteriori pressioni. Nel mese di marzo, il presidente Rakhmon ha firmato una nuova legge che ha reso obbligatoria la registrazione dei gruppi religiosi presso le autorità, entro il 1° gennaio 2010. Per ottenere la registrazione, i richiedenti dovevano dimostrare che il gruppo esisteva in Tagikistan da almeno cinque anni. Inoltre, la legge ha stabilito che tutta la letteratura religiosa, pubblicata nel paese o importata dall'estero, deve essere approvata dal governo. La comunità musulmana è stata particolarmente bersagliata da restrizioni speciali come i limiti imposti al numero di moschee e la necessità di ottenere l'approvazione statale per la nomina degli imam. Le moschee cattedrali sono consentite solo nei comuni con più di 10.000 abitanti. Le organizzazioni religiose ora richiedono l'autorizzazione del Comitato per gli affari religiosi del ministero della Cultura, prima di partecipare a conferenze religiose all'estero o invitare visitatori stranieri.

*A febbraio, la Corte suprema ha respinto un ricorso dei testimoni di Geova contro la loro messa al bando, proclamata dal governo nell'ottobre 2007.

*Le autorità hanno continuato a chiudere, confiscare e distruggere luoghi di culto musulmani e cristiani, senza alcuna spiegazione. Nel mese di aprile, l'Alta corte economica ha respinto un appello della chiesa Grace Sunmin contro la confisca del suo luogo di culto nella capitale, Dushanbe. Il risarcimento offerto non era sufficiente per la costruzione di un'altra chiesa.

*Ad agosto, la Corte suprema ha condannato cinque membri del Jamaatut Tabligh a pene detentive tra tre e sei anni, per aver diffuso "appelli pubblici volti al rovesciamento dell'ordine costituzionale". La Corte ha sostenuto che le condanne si basavano sulla presunta messa al bando subita dal gruppo nel 2006, in quanto "organizzazione estremista e terroristica", ma non ha fornito alcuna prova di tale divieto, la cui esistenza è stata oggetto di contestazione. Gli imputati hanno respinto le accuse, insistendo sul fatto che non avevano alcun programma politico e che le attività del movimento si fondavano sui valori della scuola sunnita hanafista, la religione di maggioranza in Tagikistan.

Tortura e maltrattamenti

Sono continuate le segnalazioni di tortura e maltrattamenti da parte di agenti delle forze di polizia, in particolare per estorcere confessioni durante le prime 72 del fermo, il periodo massimo in cui i sospettati possono essere detenuti senza accusa.

*Il 27 giugno, Khurshed Bobokalonov, uno specialista del Centro oncologico del Tagikistan, è morto dopo essere statoarrestato dalla polizia. Stava camminando per strada, quando la polizia lo ha fermato e accusato di essere ubriaco.L'uomo ha protestato e circa 15 agenti lo hanno spinto in un veicolo. Il ministero dell'Interno ha affermato che è deceduto per un attacco di cuore mentre veniva condotto alla stazione di polizia. La madre ha riferito di aver visto ferite sul volto e sul corpo del figlio e il 22 luglio il ministro dell'Interno ha annunciato un'indagine per una possibile "morte per negligenza". A fine anno, non vi erano informazioni pubbliche sullo stato di avanzamento delle indagini.

Libertà di espressione - Giornalisti

Giornali e giornalisti indipendenti hanno continuato a rischiare azioni legali penali e civili per aver criticato il governo, con conseguente autocensura da parte dei mezzi di comunicazione. Nel mese di ottobre, il governo ha introdotto un nuovo decreto che obbliga i giornalisti a richiedere, per iscritto, materiali come testi di legge, informazioni sulle procedure e dichiarazioni del governo, e a pagare una tassa di 25 somoni (circa 4,50 dollari Usa) per pagina. L'Alleanza nazionale tagika dei media indipendenti ha dichiarato che il decreto ha violato la garanzia costituzionale del libero accesso all'informazione.

Missione e rapporti di Amnesty International

Delegati di Amnesty International hanno visitato il Tagikistan a luglio.

Violence is not just a family matter: Women face abuse in Tajikistan (EUR 60/001/2009)

Women and girls in Tajikistan: Facing violence, discrimination and poverty (EUR 60/002/2009)

Remove barriers to girls' education in Tajikistan (EUR 60/005/2009)

 

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