Attacchi alle moschee in Nuova Zelanda: "Riflettiamo sugli effetti delle politiche di demonizzazione"

Attacchi alle moschee in Nuova Zelanda: “Riflettiamo sugli effetti delle politiche di demonizzazione”

15 marzo 2019

Tempo di lettura stimato: 2'

Almeno 49 persone sono morte e 48 sono rimaste ferite in due attentati contro due moschee a Christchurch, in Nuova Zelanda. Alcune persone hanno aperto il fuoco contro i fedeli musulmani in preghiera.

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Un attacco senza precedenti per il Paese, che suona come devastante monito di cosa può accadere se non si contrastano l’odio e la demonizzazione.

Oggi è una delle giornate più nere nella storia della Nuova Zelanda. Coloro che hanno seminato morte col loro odio e col loro razzismo contro uomini, donne e bambini durante le preghiere del venerdì hanno gettato tutti noi nello shock e nel dolore“, ha dichiarato Kumi Naidoo, segretario generale di Amnesty International.

La premier della Nuova Zelanda Jacinta Arden ha subito affermato in diretta televisiva: “È uno dei giorni più bui della Nuova Zelanda. Siamo davanti a un atto di violenza senza precedenti“.

Questo dev’essere anche un momento di riflessione per quei leader di ogni parte del mondo che hanno incoraggiato o hanno chiuso un occhio sull’islamofobia. Le politiche di demonizzazione oggi sono costate 49 vite umane. Le notizie secondo cui prima degli attacchi è stato diffuso un manifesto suprematista devono spingere i leader mondiali a iniziare a fare qualcosa contro questa ideologia piena d’odio“, ha aggiunto Naidoo.