Diritti delle donne in Arabia Saudita: alle riforme segua il rilascio delle attiviste in carcere - Amnesty International Italia

Diritti delle donne in Arabia Saudita: alle riforme segua il rilascio delle attiviste in carcere

2 agosto 2019

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Il 2 agosto la stampa saudita ha annunciato importanti riforme per eliminare alcune delle principali limitazioni imposte alle donne dal repressivo sistema del tutoraggio maschile.

Le riforme accorderanno alle donne di età superiore ai 21 anni il diritto di ottenere un passaporto che dovrebbe rendere possibile viaggiare senza il permesso del tutore maschile. Le donne avranno uguali diritti nella conduzione della vita familiare e in altre questioni riguardanti la famiglia, come il diritto di registrare matrimoni, divorzi, nascite e decessi e di ottenere certificati di famiglia e altra documentazione.

Siamo di fronte a un passo avanti importante, sebbene tardivo, per i diritti delle donne. Queste riforme sono frutto dell’indomita campagna delle attiviste saudite che da decenni si battono contro la discriminazione di genere in Arabia Saudita“, ha dichiarato Lynn Maalouf, direttrice delle ricerche sul Medio Oriente di Amnesty International.

Molte attiviste sono tuttora in carcere, sotto processo o hanno il divieto di lasciare il paese. Diverse di quelle arrestate nel 2018 sono state torturate, sottoposte a violenza sessuale e a ulteriori maltrattamenti nei primi tre mesi di detenzione.

Tre di loro, Loujain al-Hathloul, Samar Badawi e Nassima al-Sada, sono tuttora in carcere. Devono rispondere di accuse direttamente legate al loro lavoro in favore dei diritti umani, tra cui “aver promosso i diritti delle donne” e “aver chiesto la fine del sistema del tutore maschile“, altre sono state rilasciate su cauzione ma restano in attesa del processo.

Altre 14 persone sono in carcere, dall’aprile 2019, per aver espresso sostegno al movimento per i diritti delle donne. Tra loro ci sono Salah al-Haidar, figlio dell’attivista Aziza Al-Yousef, il giornalista e romanziere Abdullah al-Duhailan e Fahad Abalkhail, sostenitore della campagna per il diritto delle donne di guidare.

Se l’Arabia Saudita vuole mostrare al mondo che intende migliorare i diritti delle donne, allora le donne che sono in carcere per aver chiesto le riforme devono essere rilasciate immediatamente e senza alcuna condizione“, ha concluso Maalouf.

Nonostante le riforme, le donne dovranno continuare a chiedere il permesso del tutore maschile per sposarsi.