Eurovision contest: momento per parlare di diritti umani in Ucraina

L’Eurovision contest, un’opportunità per accendere i riflettori sui diritti umani in Ucraina

14 maggio 2017

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La finale dell’Eurovision Contest 2017, il concorso canoro europeo  che si è svolto a Kiev il 13 maggio, è un’opportunità fondamentale per accendere i riflettori sulle preoccupazioni da tempo sollevate attraverso le nostre ricerche sulla situazione dei diritti umani in Ucraina.

“Milioni di persone assistono con divertimento a questo evento musicale, associato ai valori della pace, della tolleranza e della solidarietà nei confronti dei diritti umani – ha dichiarato, in una nota stampa, Oksana Pokalchuk, direttrice di Amnesty International Ucraina.

Il successo della grande serata di musica, però, non deve far dimenticare le diverse violazioni registrate nel paese: “E’ fondamentale tenere bene in mente le questioni relative ai diritti umani che vengono messe sotto il tappeto. Le autorità ucraine hanno l’opportunità di mostrare al mondo che intendono impegnarsi per affrontarle e agire in favore del cambiamento” ha concluso Oksana Pokalchuk.

Oltre l’Eurovision contest: i diritti umani in Ucraina

Nel 2016, dopo anni di contestazioni e blocchi, a Kiev è stato possibile svolgere con successo e senza atti di violenza il primo Pride. Nonostante questo, tra le violazioni dei diritti umani che abbiamo registrato in Ucraina, la discriminazione nei confronti delle persone Lgbti resta marcata.

Preoccupante anche lo stato di salute della libertà d’espressione, manifestazione e associazione: le autorità locali continuano a portare avanti azioni repressive nei confronti di tutte le opposizioni, soprattutto nei confronti dei tatari.  Numerose sono le pressioni sugli organi d’informazione, soprattutto quelli che presentano posizioni filo-russe o filo-separatiste, e l’uccisione lo scorso anno di alcuni noti giornalisti.

Preoccupante è anche la drammatica situazione dei profughi interni, limitati nel movimento e privi di accesso ai servizi statali.

Tutto questo in un contesto di assenza di iniziative per chiamare a rispondere alla giustizia i responsabili delle gravi violazioni commesse da entrambe le parti coinvolte nel conflitto dell’Ucraina orientale, entrato nel quarto anno.