Export armi: UAMA commenta dati 2017 prima che siano pubblici e trasmessi al nuovo Parlamento - Amnesty International Italia

Export armi: UAMA commenta dati 2017 prima che siano pubblici e trasmessi al nuovo Parlamento

5 aprile 2018

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In un dialogo riportato dall’Ansa, il ministro e Direttore dell’Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento (UAMA) Francesco Azzarello, ha reso noti alcuni dati sull’export militare italiano riferiti al 2017 con una serie di considerazioni, anche di tipo politico.

Uno sgarbo istituzionale nei confronti del nuovo Parlamento: i dati presentati dal ministro dovevano essere oggetto di una Relazione Governativa (prevista dalla legge 185/90) resa nota ai Parlamentari.

In un comunicato congiunto, insieme a Movimento dei Focolari, Fondazione Finanza EticaOxfam Italia, Rete della Pace, Rete Italiana per il Disarmo, abbiamo sottolineato che non è mai accaduto che il direttore di UAMA (o il Consigliere Militare della Presidenza del Consiglio cui faceva capo il coordinamento sull’export militare fino a pochi anni fa) informasse la stampa – con commenti e analisi di natura anche “politica”, poco attinenti al ruolo di Autorità Nazionale di controllo – dei dati della Relazione ex legge 185/90 prima che questa fosse pubblicata e soprattutto fosse nella disponibilità di Deputati e Senatori.

Venendo al merito delle autorizzazioni rilasciate per l’anno 2017 il totale ammonterebbe a 10,3 miliardi di euro (quindi sopra la soglia dei 10 miliardi per il secondo anno consecutivo, ma in calo del 31% rispetto al 2016). L’Italia esporterebbe in 85 diversi Paesi e la commessa maggiore riguarderebbe la vendita di navi e missili al Qatar (3,8 miliardi di euro complessivi).

Si registrerebbe, inoltre, un calo delle licenze verso l’Arabia Saudita, passate da 427 milioni di euro nel 2016 a 52 milioni nel 2017. Tali autorizzazioni sono da anni contestate dalle nostre Organizzazioni visto il coinvolgimento del regno Saudita nel sanguinoso e devastante conflitto in Yemen. Anche in presenza di un calo cospicuo di questa natura è opportuno ricordare come il controvalore citato corrisponderebbe comunque a forniture per diverse migliaia di bombe, una quantità davvero molto problematica vista la situazione attuale in Yemen, senza che poi si sia chiarito quale sia stata l’effettiva quantità esportata (non solo autorizzata) nel corso del 2017 e se le licenze degli anni precedenti siano state completamente esaurite o meno.

Nonostante diverse Risoluzioni del Parlamento UE abbiano chiesto ai governi UE di imporre un embargo di armamenti all’Arabia Saudita i dati rivelati confermano che il Governo Italiano ha deciso di non ascoltare le richieste dei parlamentari Europei e della società civile: qualsiasi diminuzione nelle licenze non sarà mai considerata positiva dalle nostre Organizzazioni finché le stesse (e soprattutto le autorizzazioni al trasferimento finale dei materiali d’armamento) non giungeranno a zero.