“Free Patrick Zaki, prisoner of conscience”: il contest - Amnesty International Italia

“Free Patrick Zaki, prisoner of conscience”: il contest

4 Gennaio 2021

Tempo di lettura stimato: 11'

C’è tempo fino alle 23:59 di vener 29 gennaio (con una piccola proroga di 24 ore) per partecipare con un manifesto (formato 50×70 cm) al contest “Free Patrick Zaki, prisoner of conscience”. L’edizione speciale del concorso internazionale di comunicazione sociale “Poster For Tomorrow“, ideata da Amnesty International Italia, dal festival salentino Conversazioni sul futuro dell’associazione Diffondiamo idee di valore, in collaborazione con il Festival dei Diritti Umani di Milano e l’Associazione Articolo 21, con il patrocinio dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, ha ottenuto l’adesione delle amministrazioni comunali di Bologna (che ha da poco conferito a Patrick Zaki la cittadinanza onoraria), BariBrindisiLecceNapoliPalermoTaranto e Torino, della Scuola Normale Superiore di Pisa e dell’Università di Catania, di ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in ItaliaUSIGRAI – Unione Sindacale Giornalisti RaiFNSI – Federazione della stampa nazionale italiana, LegaCoop Puglia, di altri partner pubblici e privati che si stanno aggiungendo, della maratona musicale Voci x Zaki – Voci x la libertà e con il sostegno attraverso tanti messaggi e condivisioni social di numerose personalità del mondo della cultura e dello spattacolo come, tra le altre, Paolo FresuAlessandro Bergonzoni, Edoardo WinspeareSubsonica, Luca Barbarossa.
Un messaggio è arrivato anche dallo staff di GEMMA, il master dell’Università di Bologna, che Patrick Zaki speriamo possa tornare presto a frequentare! “Fate sapere che sono qui perché sono un difensore dei diritti umani e non per un qualsiasi altro motivo inventato”, così Patrick George Zaki scrive in una lettera dal carcere egiziano alla sua famiglia. Patrick è uno studente egiziano iscritto a un Master internazionale all’Università di Bologna in Studi di genere. Fermato dalle autorità egiziane il 7 febbraio all’aeroporto del Cairo, in Egitto, dove era tornato per una breve pausa prima di iniziare il secondo semestre per rivedere la sua famiglia. Da allora, Patrick è rimasto in carcere e attende da un anno, tra rinvii e rinnovi, l’esito dell’udienza che deve decidere sulla sua detenzione o della sua libertà. Conosciamo Patrick come un giovane uomo coraggioso, ma sappiamo anche che la sua condizione di estrema precarietà e vulnerabilità ha messo e continua a mettere a dura prova la sua salute fisica e psicologica”, scrive il Team di GEMMA.
“Patrick ha una forte passione per lo studio e per la letteratura, la storia e la cultura, sin da subito si è fatto notare per il suo impegno e la sua serietà, per le tante domande e la voglia di conoscere e condividere. Patrick è un ragazzo solare, gentile, generoso e soprattutto aperto verso gli altri e rispettoso delle differenze. Il suo impegno per i diritti civili, per la cultura delle diversità e dell’inclusione, il suo sostegno verso chi è più debole e marginalizzato, è per noi un esempio di valore, che, insieme al pensiero critico e alla libertà di espressione e al rispetto delle diversità, crediamo debba guidare le nostre azioni”, prosegue il messaggio. “Dal carcere, ha sempre dichiarato il suo desiderio di potere tornare in Europa per riprendere il suo percorso di studi: “Fatemi uscire il prima possibile da qui, voglio tornare all’università a studiare” ha scritto in una delle sue prime lettere, “Mi mancano casa, famiglia, gli amici, gli studi, le strade di Bologna”. E proprio tutte e tutti noi, assieme all’intera comunità dell’Università, e alla città di Bologna, che gli ha da poco conferito il titolo di cittadino onorario, e soprattutto insieme alle cittadine e ai cittadini che credono in questi valori, continuiamo e continueremo a impegnarci per la sua scarcerazione e perché Patrick possa ritornare al più presto dalla sua famiglia e ai suoi studi. Per questa giustizia e libertà, c’è bisogno del sostegno di tutte e di tutti. Patrick libero!”.

L’obiettivo del contest, infatti, è quello di unirsi, con il linguaggio dell’arte e della creatività, alle donne e agli uomini che nel mondo chiedono a gran voce l’immediata liberazione dello studente in carcere da circa un anno nel suo Paese come prigioniero di coscienza, detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media. I dieci migliori poster, selezionati da una giuria internazionale, saranno poi affissi a partire da domenica 7 e lunedì 8 febbraio – anniversario del primo fermo e della convalida dell’arresto – a Bologna (che ha conferito la cittadinanza onoraria allo studente) e nelle altre città e nei luoghi pubblici e privati che aderiranno all’iniziativa. La giuria è composta dal designer Armando Milani, una delle più importanti figure internazionali della grafica italiana, dalle giornaliste Annalisa CamilliFrancesca MannocchiMarta SerafiniLaura Cappon, dal giornalista Riccardo Luna, dalla designer canado-italiana, advisor di Poster for Tomorrow Ginette Caron, dall’architetto, designer e curatore indipendente Marco Rainò, dall’artista e attivista Gianluca Costantini, dalla graphic journalist italotunisina Takoua Ben Mohamed, dall’attivista Maryam Al Khawaja (Bahrein), dall’artista e attivista iraniano che vive e lavora in Francia Kianoush Ramezani e da un gruppo di designer e graphic designer formato da Marisa Gallen (Spagna), Cédric Gatillon (Francia), Mila Mars Melank (Bosnia ed Erzegovina), Francesco Poroli (Italia), Pavel  Pisklakov (Russia), Teresa Sdralevich (Belgio), Agnieszka Ziemiszewska (Polonia).

L’APPELLO
Il 7 febbraio 2020 Patrick Zaki, studente egiziano del Gemma (Master Erasmus Mundus che si occupa di “Women’s and Gender Studies”) dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, viene fermato all’Aeroporto del Cairo, appena atterrato con un volo proveniente dall’Italia. Dopo diverse ore di sparizione forzata, ricompare il giorno dopo, 8 febbraio, di fronte alla procura della città di Mansura per la convalida dell’arresto. Il mandato di cattura contiene le accuse di minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento a manifestazione illegale, sovversione, diffusione di notizie false e propaganda per il terrorismo. Dopo estenuanti rinvii, le prime due udienze del processo si tengono però solo a luglio. Nella seconda, quella di domenica 26, il giovane studente – visibilmente dimagrito – incontra i suoi avvocati per la prima volta dal 7 marzo. Il 25 agosto, sempre per la prima volta da marzo, vede sua madre, per un breve colloquio. Il 7 dicembre il giudice della terza sezione del tribunale antiterrorismo del tribunale del Cairo annuncia il rinnovo per 45 giorni della custodia cautelare. Il 19 dicembre Patrick incontra nuovamente la madre nel carcere di Tora. «Sono fisicamente e mentalmente esausto, non ne posso più di stare qui e mi deprimo a ogni tappa dell’anno accademico mentre sono qui invece che con i miei amici a Bologna», le racconta. In questi mesi la famiglia ha ricevuto solo due brevi lettere a fronte delle almeno 20 che il ragazzo aveva scritto e inviato. Noi riteniamo che Patrick Zaki sia un prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media. Dedichiamo questa iniziativa a tutte le persone prigioniere di coscienza rapite, torturate, sparite, recluse ingiustamente. E a tutte le giovani e i giovani che girano il mondo per studiare, ricercare, condividere, costruire una società migliore.

I PROMOTORI
Amnesty International è un’organizzazione non governativa internazionale impegnata nella difesa dei diritti umani. Lo scopo di Amnesty International è quello di promuovere, in maniera indipendente e imparziale, il rispetto dei diritti umani sanciti nella Dichiarazione universale dei diritti umani e quello di prevenirne specifiche violazioni.

Poster For Tomorrow nasce nel 2009 come un modo, per un gruppo di designer, di attirare l’attenzione sul tema della censura diffusa in tutto il mondo. Rapidamente si è trasformato in un movimento internazionale per promuovere il diritto alla libertà di espressione di ogni uomo e donna, l’abolizione della pena di morte, il diritto all’istruzione, l’uguaglianza di genere, il diritto alla casa e al lavoro. Nel corso di questi anni si è creata una vasta comunità di designer attivamente coinvolti nella comunicazione sociale e sono stati organizzati oltre 100 dibattiti, 1500 mostre e oltre 300 workshop in scuole e università in tutto il mondo. Nelle prime undici edizioni del concorso sono stati inviati oltre 45mila poster da tutto il mondo.

Da quasi dieci anni, l’associazione culturale DIV – Diffondiamo idee di valore promuove l’organizzazione di eventi sociali e culturali in Puglia. I suoi progetti principali sono il festival multidisciplinare “Conversazioni sul futuro” (dal 2013) e la rassegna di giornalismo e comunicazione politica “Io non l’ho interrotta” (dal 2015).

CALENDARIO
Incontro di presentazione: 4 gennaio (guarda il video su youtube)
Call internazionale: 8 gennaio – 28 gennaio
Lavori giuria: 29 gennaio – 4 febbraio
Annuncio poster vincitori: sabato 6 febbraio
Affissioni e distribuzione: domenica 7/lunedì 8 febbraio