Israele: continua la campagna per il rilascio di Ahed Tamini - Amnesty International Italia

Israele: continua la campagna per il rilascio di Ahed Tamini

18 gennaio 2018

© Issam Rimawi/Anadolu Agency/Getty Images

Tempo di lettura stimato: 3'

In una nota ufficiale, Magdalena Mughrabi, vicedirettrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord, ha ribadito la richiesta ad Israele di rilasciare immediatamente Ahed Tamimi, 16enne attivista palestinese accusata di aggressione aggravata e istigazione.

Il 17 gennaio un tribunale israeliano ha stabilito che Ahed Tamimi dovrà rimanere in carcere fino alla fine del suo processo.

Nulla che Ahed Tamimi ha fatto può giustificare il proseguimento della detenzione di una ragazza di 16 anni – ha dichiarato in una nota ufficiale Mugharabi –. Le immagini di una ragazza disarmata che schiaffeggia un soldato armato di tutto punto mostrano che quell’azione costituiva una minaccia assai scarsa. Il prolungamento della sua detenzione è oltraggiosamente eccessivo rispetto a un reato modesto e costituisce una misura del tutto inappropriata per una minorenne. Chiediamo alle autorità israeliane di rilasciarla immediatamente“.

L’avvocato di Ahed Tamimi ha riferito che la ragazza è stata sottoposta a diverse lunghe e aggressive sedute d’interrogatorio, talvolta di notte, e che chi la interrogava ha più volte rivolto minacce alla sua famiglia.

Secondo i suoi familiari, Ahed Tamimi è stata anche sottoposta a trasferimenti fisicamente estenuanti dalla prigione alla corte, insieme ad altri detenuti minorenni, senza poter avere accesso a un gabinetto.

Ahed Tamimi è stata arrestata il 19 dicembre scorso dopo che sua madre, Nariman Tamimi – un’altra palestinese nota per il suo attivismo – aveva diffuso via Facebook le immagini di un alterco di sua figlia con due soldati. Una cugina di Ahed, Nour Tamimi, è stata arrestata la mattina del 20 dicembre.

L’alterco tra Ahed Tamimi e due soldati israeliani era avvenuto in occasione di una manifestazione promossa a Nabi Saleh contro la recente decisione del presidente statunitense Trump di riconoscere Gerusalemme capitale d’Israele.

In precedenza, lo stesso giorno, un altro cugino di Ahed, il quindicenne Mohammad Tamimi, era stato gravemente ferito alla testa da un proiettile di gomma sparato da corta distanza da un soldato israeliano.

La detenzione di Ahed Tamimi e il processo che dovrà affrontare in corte marziale sono un esempio della discriminazione istituzionale tipica del trattamento inflitto ai minorenni palestinesi che si attivano contro l’occupazione israeliana e dimostra come Israele stia violando i suoi obblighi internazionali nei confronti dei minorenni“, ha aggiunto Mughrabi.

Sarebbe una grande ingiustizia se Ahed Tamimi venisse condannata per il suo attivismo contro le condizioni oppressive, ben documentate, dell’occupazione“, ha proseguito Mughrabi.

 

 

puoi attivarti su