Ultime notizie sul paese

 

Repubblica dell’India

Capo di stato: Ram Nath Kovind

Capo di governo: Narendra Modi

Le autorità hanno usato leggi repressive per mettere a tacere persone critiche, limitando la libertà d’espressione sia offline che online. I difensori dei diritti umani, tra cui attivisti, giornalisti, studenti, avvocati e attori, hanno continuato a subire intimidazioni e molestie. Indagini indipendenti hanno rivelato l’esistenza di un imponente apparato di sorveglianza illegale utilizzato dal governo contro i difensori dei diritti umani, che ha violato i loro diritti alla privacy, alla non discriminazione e alla protezione dei dati personali. La legge sui contributi dall’estero è stata impiegata in modo improprio per reprimere le Ong per i diritti umani. Polizia e forze di sicurezza hanno fatto uso eccessivo della forza contro le comunità di minoranza e i contadini che protestavano pacificamente contro leggi sull’agricoltura. I tribunali hanno indebolito il diritto a un processo equo e ritardato l’udienza di casi cruciali riguardanti violazioni dei diritti umani. Nel contesto del Covid-19 è aumentata la mancanza di trasparenza sulla distribuzione dei fondi ed è stato compromesso il diritto alla salute. Settori significativi della popolazione hanno sofferto per la carenza di posti letto in ospedale e di ossigeno durante la seconda ondata di infezioni da Covid-19. La discriminazione basata sulle caste e la violenza contro dalit e adivasi sono continuate senza sosta. I gruppi di vigilantes a protezione delle mucche hanno attaccato le comunità di minoranza, con un impatto negativo sui loro mezzi di sussistenza.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE E ASSOCIAZIONE

Le libertà d’espressione e di riunione sono state ostacolate da limitazioni illegali e politicamente motivate. Giornalisti, organi d’informazione, attori e attivisti per i diritti umani che si sono espressi in modo esplicito sono stati minacciati e intimiditi attraverso l’uso improprio di leggi finanziarie eccessivamente vaghe.

Il 28 luglio, diversi uffici del gruppo Dainik Bhaskar, un quotidiano di notizie in lingua hindi, sono stati perquisiti dalle autorità fiscali. Dainik Bhaskar aveva pubblicato notizie sull’abbandono di massa di corpi di vittime di Covid-19 lungo il fiume Gange, a causa degli alti costi di cremazione. Tra il 10 e il 16 settembre, gli uffici dei siti d’informazione NewsClick e Newslaundry, l’abitazione dell’attore e filantropo Sonu Sood e gli uffici dell’attivista per i diritti umani Harsh Mander sono stati perquisiti in base a presunte accuse di evasione fiscale e dirottamento di fondi per “conversione religiosa”.

Per mettere a tacere le Ong, agenzie governative hanno utilizzato in modo improprio la legge di regolamentazione dei contributi provenienti dall’estero (Foreign Contribution Regulation Act – Fcra). A giugno, il ministero degli Interni ha sospeso la licenza Fcra della Commonwealth Human Rights Initiative, un’organizzazione per i diritti umani che opera nel campo dell’accesso alle informazioni e alla giustizia. Il ministero ha anche cancellato la registrazione di 10 Ong internazionali che lavorano su questioni ambientali, cambiamento climatico e lavoro minorile e ha inserito più di 80 agenzie filantropiche e per i diritti umani nella lista di “categoria con approvazione preventiva”, senza spiegarne la ragione. Le organizzazioni inserite nella lista possono ricevere o devolvere fondi solo dopo l’autorizzazione del ministero degli Interni, limitando così gravemente le loro attività.

A luglio il Pegasus Project, un’iniziativa internazionale di giornalismo investigativo, ha denunciato che il governo aveva utilizzato lo spyware Pegasus per sorvegliare in modo illegale e arbitrario cittadini indiani. Almeno 300 numeri di telefono di difensori dei diritti umani, giornalisti, avvocati, funzionari governativi e politici d’opposizione sono stati potenzialmente violati. Lo spyware, come ha osservato Amnesty International, ha permesso alle agenzie governative di monitorare tutte le attività telefoniche, tra cui email, file, elenchi di contatti, informazioni sulla posizione e messaggi di chat. Ha anche consentito ai governi di registrare segretamente audio e video utilizzando il microfono e la fotocamera integrati del telefono. Il partito di governo, Bharatiya Janata Party (Bjp), ha bloccato tutti i tentativi dei capi dell’opposizione in parlamento di avviare un’indagine sulle denunce. Il 27 ottobre, la Corte suprema ha ordinato la formazione di un comitato di tre persone, incaricato di condurre un’indagine indipendente sull’uso dello spyware Pegasus per la sorveglianza illegale.

I nomi di molti difensori dei diritti umani, tra cui avvocati e accademici, sono stati aggiunti al libro di guerra dell’Unione del governo come “nemici dello stato”, che devono essere sottoposti a “sorveglianza costante”. Il libro di guerra è un documento risalente all’epoca coloniale che raccoglie informazioni relative alle minacce alla sicurezza.

A maggio, il governo ha applicato le regole sulla tecnologia dell’informazione (linee guida per gli intermediari e codice etico dei media digitali), senza la necessaria consultazione pubblica e  nonostante il contenzioso pendente in vari tribunali. Le regole riguardano le cosiddette piattaforme over-the-top1, come i servizi di streaming televisivo, nonché le piattaforme di notizie multimediali, e consentono il blocco e la censura dei contenuti senza alcuna base legislativa. L’introduzione delle regole ha anche imposto di identificare il creatore di determinate informazioni sui social media, violando di fatto la crittografia end-to-end e il diritto alla privacy.

Nel corso dell’anno, il governo ha ordinato di staccare il collegamento a Internet per 38 volte. I residenti nello stato di Jammu e Kashmir hanno subìto la più lunga interruzione di Internet mai registrata, dal 4 agosto 2019 al 5 febbraio 2021. Nella regione sono state autorizzate ripetute chiusure di Internet a causa di preoccupazioni per la sicurezza nazionale e l’ordine pubblico. Le chiusure hanno causato perdite economiche e hanno avuto un impatto negativo sull’istruzione e sulla fornitura di altri servizi. Inoltre, hanno posto i difensori dei diritti umani a maggior rischio di sorveglianza da parte delle agenzie governative.

 

ARRESTI E DETENZIONI ARBITRARIE

Quattordici attivisti per i diritti umani sono rimasti detenuti ai sensi della legge antiterrorismo sulla prevenzione delle attività illegittime (Unlawful Activities (Prevention) Act – Uapa). Si trattava degli accademici Anand Teltumbde, Shoma Sen e Hany Babu, dell’attivista per i diritti tribali Mahesh Raut, del poeta Sudhir Dhawale, degli avvocati Surendra Gadling e Sudha Bharadwaj, dello scrittore Gautam Navlakha, degli attivisti Rona Wilson, Arun Ferreira, Vernon Gonsalves e Sagar Gorkhe e di due membri del gruppo culturale Kabir Kala Manch, Ramesh Gaichor e Jyoti Jagtap. Sono stati arrestati tra il 2018 e il 2020 dall’agenzia investigativa nazionale (National Investigation Agency – Nia), la principale agenzia antiterrorismo indiana, per il loro presunto coinvolgimento nelle violenze scoppiate durante le celebrazioni di Bhima Koregaon, vicino alla città di Pune nel 2018.

Il governo ha messo in atto un giro di vite sui social media e l’uso di Internet, ricorrendo ad arresti arbitrari. A febbraio, l’attivista per il clima Disha Ravi è stata arrestata per “sedizione” e “diffusione di disarmonia tra le comunità”, per aver condiviso istruzioni sull’uso di social media destinate ad aiutare i contadini a protestare contro tre controverse leggi agricole. Più di 183 persone sono state arrestate per aver protestato contro le tre leggi, che sono state approvate dal parlamento nel 2020 con una consultazione minima. Le leggi sono state abrogate a dicembre.

Il 9 marzo, Hidme Markam, un’attivista per i diritti umani della comunità nativa adivasi, è stata arrestata ai sensi dell’Uapa per aver evidenziato le violenze sessuali ai danni delle donne commesse dalle forze di sicurezza statali. L’8 aprile, diversi Relatori speciali delle Nazioni Unite hanno scritto al governo indiano mettendo in dubbio le accuse contro di lei. Il governo ha rifiutato di far sapere le motivazioni legali che avevano portato al suo arresto.

Il 21 settembre, Aakar Patel, attivista per i diritti umani e presidente della sezione indiana di Amnesty International, è stato arrestato e accusato di “creare disarmonia comunitaria”, per aver scritto dei tweet sull’ostilità nei confronti della comunità musulmana ghanchi, anche da parte del partito al governo Bjp. La denuncia è stata presentata da un membro in carica dell’assemblea legislativa affiliato al Bjp.

Centinaia di esponenti del movimento musulmano Tablighi Jamaat, che erano stati arbitrariamente arrestati dai governi di 11 stati per presunta violazione delle scadenze dei visti ed elusione intenzionale delle linee guida contro il Covid-19, sono stati assolti dai tribunali. Le sentenze di assoluzione hanno definito l’accusa “calunniosa” e hanno ritenuto che i governi statali abbiano abusato del loro potere e abbiano cercato di usare gli accusati come “capri espiatori”.

A ottobre, diversi politici d’opposizione sono stati arbitrariamente detenuti o costretti agli arresti domiciliari dalla polizia dell’Uttar Pradesh per aver mostrato il loro sostegno a quattro agricoltori che, durante una manifestazione di protesta, sono stati investiti deliberatamente e uccisi da un’auto della scorta del sottosegretario agli Interni.

 

DISCRIMINAZIONE BASATA SULLE CASTE E CRIMINI D’ODIO

Dalit e adivasi hanno continuato a subire violenze diffuse. Secondo le statistiche ufficiali pubblicate a settembre, nel 2020 sono stati segnalati più di 50.000 reati contro appartenenti alle caste registrate e 8.272 reati contro le tribù registrate. Le donne dalit e adivasi hanno subìto violenze sessuali da parte di uomini delle classi dominanti. Molti hanno subìto discriminazioni nell’accesso ai servizi pubblici.

A giugno, un ragazzo dalit di 17 anni è stato ucciso da uomini di casta dominante nella città di Bijnor, nell’Uttar Pradesh. La vittima aveva precedentemente presentato una denuncia alla polizia locale, dopo che gli uomini si erano opposti al suo ingresso in un tempio, ma la polizia non aveva intrapreso alcuna azione.

Ad agosto, pare che una bambina dalit di nove anni sia stata violentata e uccisa da quattro uomini, tra cui un prete indù, in un crematorio di Delhi e poi cremata senza il consenso della sua famiglia.

A settembre, Arbaaz Aftab è stato assassinato, presumibilmente per volere dei genitori della sua fidanzata indù, che si opponevano alla relazione interreligiosa della figlia.

Nonostante la legislazione in vari stati punisca gli atti di linciaggio, uomini dalit e musulmani sono stati aggrediti o picchiati a morte da gruppi di vigilantes a protezione delle mucche in Assam, Bihar, Jammu e Kashmir, Meghalaya, Rajasthan, Tripura e Uttar Pradesh.

 

IMPUNITÀ

Sparizioni forzate, torture e altri maltrattamenti sono stati commessi impunemente su base diffusa e sistematica.

A luglio, un sacerdote gesuita di 84 anni, padre Stan Swamy, è morto dopo che gli era stata ripetutamente negata la libertà su cauzione, nonostante soffrisse del morbo di Parkinson e avesse contratto il Covid-19 in carcere. La Nia lo aveva arrestato nell’ottobre 2020 per il suo presunto coinvolgimento nelle violenze durante le celebrazioni di Bhima Koregaon, vicino alla città di Pune nel 2018. Padre Swamy era stato un aperto sostenitore dei popoli nativi.

Almeno 28 persone sono state uccise in attacchi mirati nello stato di Jammu e Kashmir per mano di gruppi armati. Il governo indiano non ha preso in considerazione le preoccupazioni in materia di diritti umani e sicurezza della popolazione dello Jammu e Kashmir.

 

USO ECCESSIVO DELLA FORZA

Sono stati segnalati numerosi episodi di uso eccessivo della forza da parte di agenti di polizia e di sicurezza. Ad agosto, la polizia dello stato di Haryana ha caricato i contadini che manifestavano pacificamente nella città di Karnal, picchiandoli con lathis (manganelli) e ferendone gravemente almeno 10. Un video condiviso sui social media mostrava il magistrato di divisione di Karnal che, prima della carica coi manganelli, ordinava agli agenti di polizia di “rompere le teste dei manifestanti”.

A settembre, la polizia dell’Assam ha sparato indiscriminatamente contro i membri della comunità musulmana bengalese durante un’incursione per uno sgombero forzato nel villaggio di Sipajhar, uccidendo un uomo e un ragazzo di 12 anni. In un video condiviso sui social media si vedeva un fotoreporter che calpestava il corpo dell’uomo assassinato in presenza di agenti di polizia, che non hanno impedito l’atto. La fortissima indignazione pubblica seguita all’episodio ha portato all’arresto del fotoreporter.

A ottobre, il governo centrale ha esteso la giurisdizione della forza di sicurezza di frontiera negli stati che hanno confini internazionali, conferendole altresì maggiori poteri di perquisizione, sequestro e arresto. In passato, la forza di sicurezza di frontiera era stata accusata di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui uso illegale della forza, esecuzioni extragiudiziali, tortura e altri maltrattamenti.

 

DIRITTO A UN PROCESSO EQUO

A giugno, la Corte suprema ha concesso la libertà su cauzione agli studenti e attivisti per i diritti umani Natasha Narwal, Devangana Kalita e Asif Iqbal Tanha, che erano stati arrestati ai sensi l’Uapa, per aver presumibilmente orchestrato i disordini di Delhi del 2020. Tuttavia, la Corte ha proibito che questa sentenza venisse utilizzata come precedente in casi simili, impedendo di fatto ai tribunali di concedere il rilascio su cauzione ad altri studenti e attivisti per i diritti umani che languono in prigione per aver protestato pacificamente contro la legge di riforma della cittadinanza. La Corte suprema ha anche ritardato le audizioni di casi cruciali relativi alla validità costituzionale della legge di riforma della cittadinanza, nonché alla sedizione e all’abrogazione dell’art. 370 della costituzione. Ha anche ritardato l’audizione dei ricorsi contro le tre leggi sull’agricoltura approvate con una consultazione minima nel 2020, che da anni suscitano le proteste degli agricoltori.

 

DIRITTO ALLA SALUTE

Nel 2020, il governo ha istituito il fondo del primo ministro per l’assistenza ai cittadini e il soccorso in situazioni di emergenza, inclusa la pandemia da Covid-19. Tuttavia, vi è stata una mancanza di trasparenza sulla distribuzione delle enormi sovvenzioni raccolte dal fondo. Il governo centrale ha esentato il fondo dalla revisione da parte del supervisore generale dei conti, definendolo un “trust pubblico di beneficenza”.

Nonostante l’elevato numero di casi segnalati di Covid-19, il governo centrale ha permesso lo svolgimento di adunanze religiose, come il Kumbh Mela, e raduni elettorali. Il primo ministro Modi si è rivolto personalmente ai cittadini affinché partecipassero. In seguito, è emerso che questi eventi hanno contribuito a una seconda ondata di contagi da Covid-19, durante la quale si è verificata una grave carenza di posti letto in ospedale e di ossigeno per curare i pazienti.

Gli operatori sanitari delle comunità, comprese le attiviste per la salute sociale accreditate, che operano nelle aree rurali, non hanno ricevuto salari o dispositivi di protezione individuali adeguati.

 

LIBERTÀ DI RELIGIONE E CREDO

Ad aprile, nello stato del Gujarat sono state apportate modifiche rigorose a una legge contro la conversione. Gli emendamenti puniscono la conversione religiosa con la reclusione fino a 10 anni e annullano i matrimoni di coloro che si sono convertiti. L’onere della prova è invertito e la testimonianza della donna di essersi convertita di sua spontanea volontà è insufficiente. Il marito e la famiglia di lui devono dimostrare che la moglie non è stata costretta a cambiare religione. In passato, leggi simili erano state emanate negli stati di Uttarakhand, Himachal Pradesh, Uttar Pradesh e Madhya Pradesh. Ad agosto, l’Alta corte del Gujarat ha sospeso alcune disposizioni della legge, ritenendole incostituzionali.

 

DISCRIMINAZIONE

A giugno, il governo statale dell’Assam, guidato dal Bjp, ha introdotto la politica dei due figli, che ha impedito a coloro che hanno famiglie con più di due bambini di partecipare alle elezioni locali, fare domanda per posti di lavoro governativi e ottenere sussidi dai programmi di welfare del governo. Il governo guidato dal Bjp nello stato dell’Uttar Pradesh ha introdotto un progetto di legge simile.

 


Note:
1 Ott, over-the-top, sono definite tutte quelle compagnie dei media che offrono servizi e contenuti direttamente via Internet, senza passare cioè per sistemi di distribuzione tradizionali, come il digitale terrestre o il satellitare, nel caso della televisione [N.d.T.].

Continua a leggere