Stop ai trasferimenti di armi a Israele e ai gruppi armati palestinesi

12 Aprile 2024

Foto di Francesca Maceroni

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*Notizia originariamente pubblicata il 24 gennaio 2024 e aggiornata il 12 aprile 2024.

 

Oltre 250 le organizzazioni umanitarie e per i diritti umani* che hanno chiesto a tutti gli stati di porre immediatamente fine ai trasferimenti di armi, componenti e munizioni a Israele e ai gruppi armati palestinesi, in quanto vi è il rischio che siano usati per commettere o facilitare gravi violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario.

I bombardamenti e l’assedio di Israele stanno privando la popolazione civile della Striscia di Gaza delle risorse indispensabili per sopravvivere e stanno rendendo inabitabile la Striscia. Attualmente, la popolazione civile di Gaza sta affrontando una crisi umanitaria di gravità e dimensione senza precedenti.

A loro volta, gli attacchi condotti dai gruppi armati palestinesi hanno causato l’uccisione di circa 1200 civili e la cattura di ostaggi, israeliani e non, bambini compresi, oltre 130 dei quali tuttora trattenuti all’interno della Striscia di Gaza.

I gruppi armati di Gaza continuano a lanciare indiscriminatamente razzi contro i centri abitati israeliani, interrompendo la frequenza scolastica, costringendo persone a lasciare le loro abitazioni e minacciando la vita e il benessere dei civili. La presa di ostaggi e gli attacchi indiscriminati violano il diritto internazionale umanitario e devono cessare immediatamente.

Organizzazioni umanitarie, gruppi per i diritti umani, funzionari delle Nazioni Unite e oltre 153 Stati membri chiedono un immediato cessate il fuoco.

Israele, tuttavia, continua a usare armi e munizioni esplosive in zone densamente popolate di Gaza, con terribili conseguenze per la popolazione. I leader mondiali hanno sollecitato Israele a ridurre il numero delle vittime civili, ma le operazioni militari israeliane a Gaza continuano a causare un numero di vittime senza precedenti, come recentemente segnalato dal Segretario generale delle Nazioni Unite. Gli Stati membri hanno perciò la responsabilità giuridica di usare tutti i mezzi possibili per pretendere una migliore protezione dei civili e il rispetto del diritto internazionale umanitario.

L’unica speranza per Gaza, ossia una risposta umanitaria finanziata a livello internazionale, è impedita in questo momento dall’intensità dei combattimenti: i convogli di aiuti sono presi di mira, ci sono frequenti blackout delle comunicazioni, le strade sono danneggiate, sono imposte limitazioni alle forniture essenziali, è quasi del tutto vietato l’ingresso di prodotti commerciali e ci sono procedure burocratiche da superare per portare aiuti all’interno di Gaza.

Le azioni militari israeliane hanno distrutto una parte rilevante delle case, delle scuole, degli ospedali, delle infrastrutture idriche, dei rifugi e dei campi per rifugiati della Striscia di Gaza. I bombardamenti indiscriminati in corso e i danni sproporzionati che causano regolarmente ai civili sono inaccettabili.

L’Alto commissario per i diritti umani ha lanciato l’allarme sul “rischio intensificato di crimini di atrocità” a Gaza e ha sollecitato tutti gli Stati a impedire che ciò avvenga. Ma da allora la situazione umanitaria è ulteriormente peggiorata:

  • secondo il ministero della Salute di Gaza, in meno di quattro mesi sono stati uccisi oltre 33.000 palestinesi, almeno 14.500 dei quali minorenni. Altre migliaia di persone sono sotto le macerie e dunque presumibilmente morte;
  • oltre 75.000 persone sono rimaste ferite, molte con danni o disabilità permanenti: tra queste, oltre 1000 minorenni che hanno perso uno o più arti superiori o inferiori;
  • secondo le Nazioni Unite, un numero imprecisato di civili palestinesi, bambini compresi, è sottoposto a detenzione illegale e dev’essere rimesso in libertà;
  • ogni giorno, i palestinesi continuano a essere uccisi nelle zone dove il governo israeliano aveva detto loro di evacuare. Nella prima settimana del 2024, un attacco aereo ha ucciso 14 persone, per lo più bambini, nei pressi di un’area che le forze israeliane avevano indicato essere una “zona umanitaria”;
  • oltre il 70 per cento della popolazione di Gaza, ossia circa 1.700.000 persone, è vittima di sfollamento Molte persone hanno eseguito gli ordini israeliani di evacuare a sud e ora sono strette in un fazzoletto di terra inadeguato alla vita umana, diventato terreno di coltura per la diffusione di malattie;
  • oltre mezzo milione di palestinesi della Striscia di Gaza è alla fame e oltre il 90 per cento della popolazione è in una fase di acuta incertezza alimentare: si tratta della più alta percentuale mai registrata da un organismo umanitario tecnico responsabile della valutazione, sulla base delle prove, dell’insicurezza alimentare;
  • oltre il 70 per cento delle abitazioni di Gaza, buona parte delle sue scuole e delle sue infrastrutture idriche e sanitarie sono state distrutte e danneggiate, lasciando la popolazione quasi senza alcun accesso all’acqua potabile;
  • non una sola struttura sanitaria è pienamente operativa e quelle che lo sono parzialmente sono sopraffatte dal numero di persone con traumi e dalla mancanza di forniture mediche e di medici. Sono stati uccisi oltre 300 operatori sanitari;
  • a Gaza sono stati uccisi almeno 243 operatori umanitari, il più alto numero registrato nei conflitti di questo secolo.

Gaza oggi è il luogo più pericoloso al mondo per i bambini, i giornalisti e gli operatori umanitari. Gli ospedali e le scuole non dovrebbero mai diventare campi da battaglia. Ciò ha prodotto una situazione di profonda disperazione all’interno di Gaza, spingendo alti funzionari dell’aiuto umanitario a dire che non ci sono più le condizioni per un’efficace risposta umanitaria. Questa situazione non cambierà fino a quando l’assedio, i bombardamenti e i combattimenti non cesseranno. A gennaio le Nazioni Unite hanno denunciato il “significativo deterioramento” dell’accesso umanitario a Gaza. Le forze israeliane hanno negato ripetutamente ai convogli di aiuti l’autorizzazione a raggiungere le aree a nord del Wadi Gaza, dove la popolazione rischia maggiormente la fame.

Nelle ultime settimane, alti funzionari israeliani hanno iniziato a chiedere l’espulsione dei civili palestinesi da Gaza. I trasferimenti forzati all’interno della Striscia di Gaza e la deportazione di parte della sua popolazione oltre i confini, in assenza di ogni garanzia di poter fare rientro, costituirebbero un crimine contro l’umanità.

Chiediamo un immediato cessate il fuoco e sollecitiamo tutti gli Stati a porre fine ai trasferimenti di armi che possono essere usate per commettere violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario.

Tutti gli Stati hanno l’obbligo di prevenire i crimini di atrocità [1] e di promuovere il rispetto delle norme che proteggono i civili. È da tempo che la comunità internazionale deve tener fede a questi impegni.

[1] Con crimini di atrocità si identificano i crimini contro l’umanità, i crimini di guerra e quelli di genocidio.

Nota informativa

Il numero complessivo degli operatori umanitari uccisi comprende personale delle agenzie delle Nazioni Unite, delle Ong e della Società della Mezzaluna Rossa Palestinese. I dati sul numero degli operatori umanitari uccisi su base annuale in altri contesti possono essere reperiti nel Aid Worker Security Database.

Le organizzazioni firmatarie:

1. Federation Handicap International – Humanity & Inclusion
2. War Child Alliance
3. Christian Aid
4. Norwegian People’s Aid
5. Médecins du Monde International Network
6. Mennonite Central Committee
7. medico international
8. Oxfam
9. Center for Civilians in Conflict (CIVIC)
10. Danish Refugee Council
11. Save the Children
12. Plan International
13. Norwegian Refugee Council
14. Diakonia
15. Amnesty International
16. American Friends Service Committee (AFSC)
17. Welfare Association
18. War on Want
19. War Childhood Museum Foundation
20. Palestinian Farmers Union
21. WESPAC Foundation, Inc.
22. United Nations Association – UK
23. Bangladesh Nari Progati Sangha (BNPS)
24. Human Rights Sentinel
25. IM Swedish Development Partner
26. Firefly International
27. Presbyterian Church (U.S.A.)
28. Union of Medical Care and Relief Organizations (UOSSM) GE
29. Nonviolent Peaceforce
30. Peace Action
31. Canadians for Justice and Peace in the Middle East (CJPME)
32. Yemen Relief and Reconstruction Foundation
33. France Palestine Mental Health Network
34. Consortium of Ethiopian Human Rights Organizations
35. Syrian Network for Human Rights.
36. INGO ALG CONSULTANT GROUP
37. Arab Renaissance for Democracy and Development
38. Global Centre for the Responsibility to Protect
39. Middle East Democracy Center (MEDC)
40. The National Organization of Yemeni Reporters SADA
41. L’Union Juive Française pour la Paix (UJFP)
42. Development and Peace – Caritas Canada
43. EmpowerVan
44. Train of Hope Dortmund e.V.
45. Jewish Network for Palestine
46. مدافعات للحقوق والحريات والتنمية
47. PELDA
48. Ina autra senda – Swiss Friends of Combatants for Peace
49. Street Child UK
50. Polish Medical Mission
51. Peace SOS
52. Gender Advisory Team, Cyprus
53. Olof Palmes Internationella Center
54. Cordaid
55. Street Child España
56. Share The World’s Resources
57. Church and Peace – Ecumenical Peace Church Network in Europe
58. ForcesWatch
59. Vredesactie
60. Terre des Hommes Netherlands
61. Lawyers for Palestinian Human Rights
62. Global Ministries of the Christian Church (Disciples of Christ)
63. Plateforme des ONG françaises pour la Palestine
64. PAX
65. EuroMed Rights
66. Catholic Agency for Overseas Development (CAFOD)
67. The Presbyterian Church in Canada
68. The United Church of Canada
69. Cairo Institute for Human Rights Studies (CIHRS)
70. CIUSSS Centre-Sud
71. Centre for Feminist Foreign Policy
72. The Business Plan for Peace
73. Secours Catholique – Caritas France
74. Danish Muslim Aid
75. Peace Direct
76. Belgian Academics and Artists for Palestine (BA4P)
77. Israeli Committee Against House Demolitions – UK
78. The Dallaire Institute for Children Peace and Security
79. Creatura Think & Do Tank
80. Israeli Committee Against House Demolitions – Germany
81. Legal Action Worldwide (LAW)
82. The Hague Peace Projects
83. Anglican Pacifist Fellowship
84. Nonviolence International
85. Primate’s World Relief and Development Fund
86. The United Church of Canada
87. Institute on Statelessness and Inclusion
88. The Anglican Church of Canada/L’Eglise anglican du Canada
89. MADRE
90. Ekō
91. ReThinking Foreign Policy
92. International Physicians for the Prevention of Nuclear War (IPPNW) Germany
93. Initiatives et Changement (IofC France)
94. WeWorld
95. pax christi – Deutsche Sektion e.V.
96. Internationale Liga für Menschenrechte
97. Centre for Peace Research and Advocacy -CPRA
98. Equal Legal Aid
99. Young Christian Students Movement South Africa
100. Laurentiuskonvent e.V.
101. Socialist Movement of Ghana
102. Swedish Fellowship of Reconciliation
103. Japan Fellowship of Reconciliation
104. Action Corps
105. EgyptWide for Human Rights
106. Pax Christi International
107. International Physicians for the Prevention of Nuclear War (IPPNW) – Greece
108. Evangelical Lutheran Church in Canada
109. KAIROS Canadian Ecumenical Justice Initiatives
110. Committee of 100 in Finland
111. Khulumani Support Group
112. Amos Trust
113. Sanad Basra Organization for Human Rights
114. Association Pour Jérusalem (France)
115. Community of Christ
116. Avaaz
117. Christian Jewish Allies for a Just Peace in Israel/Palestine
118. Women Volunteers for Peace
119. Forum Computer Professionals for Peace and Societal Responsibility
120. Salam For Yemen
121. Vereinigung Demokratischer Juristinnen und Juristen e.V. (VDJ)
122. Association France Palestine Solidarite Paris-Sud
123. Culture de Palestine
124. Emmaus International
125. Kristna Fredsrörelsen / SweFOR
126. Christian Campaign for Nuclear Disarmament
127. Medical Association for Prevention of War
128. HelpAge International
129. Quakers in Scotland (General Meeting for Scotland)
130. Forum Ziviler Friedensdienst e. V.
131. DAWN MENA
132. Japan International Volunteer Center (JVC)
133. NVMP-Artsen voor vrede
134. ActionAid France
135. Forum Computer Professionals for Peace and Societal Responsibility (FIfF) e.V.
136. Pax Christi Scotland
137. Shujaa-Initiative
138. Pax Christi Italia
139. Pax Christi – Perú
140. Center for Jewish Nonviolence
141. Peace Movement Aotearoa
142. Center for Peace Education, Miriam College
143. Pax Christi England and Wales
144. Pax Christi Aotearoa NZ
145. Pax Christi Miriam College
146. Welfare Association
147. Age International
148. Watchlist on Children and Armed Conflict
149. Arms Information Centre (RIB e.V.)
150. Caritas International Belgium
151. Medact
152. Maryknoll Office for Global Concerns
153. Feminist Humanitarian Network
154. Saferworld
155. Mwatana for Human Rights
156. The Kvinna till Kvinna Foundation
157. International Alert
158. CIVICUS
159. Internationaler Versöhnungsbund – Deutscher Zweig e.V.
160. Pax Christi USA
161. Caritas Internationalis
162. The United Methodist Church – General Board of Church and Society
163. Belgian Academics and Artists for Palestine (BA4P)
164. Humance Heal For Human Rights
165. International Federation for Human Rights (FIDH)
166. Min Haqi Foundation to Empower Women Politically and Economically
167. Yoga and Sport with Refugees
168. Caesar Families Association
169. KinderUSA
170. Ocalenie Foundation
171. Aura Freedom International
172. Finnish-Arab Friendship Society
173. Equal Legal Aid
174. Street Child Italy
175. Rebuilding Alliance
176. Bildungsprojekt Sachsen im Klimawandel
177. Diversity Matters North West Ltd
178. Un Ponte Per
179. Friends Committee on National Legislation (FCNL)
180. Terre des Hommes Italy
181. Middle East Children’s Alliance
182. Mercy Corps
183. Permanent Peace Movement
184. Seenaryo
185. Women for Peace and Democracy Nepal (WPD Nepal)
186. France Palestine Mental Health Network
187. Muslim Peace Fellowship
188. UCOS vzw (UNIVERSITY CENTRE FOR DEVELOPMENT COOPERATION)
189. Protection International (PI)
190. Women’s Right to Education Programme
191. Women in Humanitarian Response in Nigeria Initiative
192. IANSA Women Network Nigeria
193. Muslim Delegates and Allies Coalition
194. Mayworks Kjipuktuk/Halifax
195. Tamkeen for Legal Aid & Human Rights
196. Doctors Against Genocide
197. The Rights Forum
198. Women for Peace – Finland
199. Business Plan for Peace
200. Righting Relations Canada
201. Foyer du Monde
202. Bahrain Transparency
203. Rete Italiana Pace Disarmo
204. Nonviolence International
205. FundiPau
206. Control Arms
207. Climate Refugees
208. SOL Education Center
209. Centre for Peace Research and Advocacy – CPRA
210. Centro de Estudios Ecuménicos – México
211. Daraj Media
212. Colombian Campaign to Ban Landmines (CCBL)
213. Mujeres para el Dialogo
214. Pastoral Social, Iglesia Anglicana de México
215. Asociación de familiares de Detenidos Desaparecidos y Víctimas de Violaciones a los Derechos Humanos en México AFADEM-FEDEFAM
216. Servicio Paz y Justicia (serpaj)-mexico
217. Global Thought
218. American Baptist Churches USA
219. Sojourners
220. Migrant Roots Media
221. Citizens for Just Policy
222. PEOPLES FEDERATION FOR NATIONAL PEACE AND DEVELOPMENT (PEFENAP)
223. Cameroon Youths and Students Forum for Peace (CAMYOSFOP)
224. Campaña Colombiana Contra Minas
225. Vision GRAM-International
226. The United Church of Christ
227. Caritas Middle East and North Africa
228. Comité pour une Paix Juste au Proche-Orient
229. BDS Berlin
230. SOMO (Centre for Research on Multinational Corporations)
231. Women in Black – Austria
232. Collective Aid
233. ReFOCUS Media Labs – Poland
234. Fund for Global Human Rights
235. Omega Research Foundation
236. Women for Weapons Trade Transparency
237. United Against Inhumanity (UAI)
238. Episcopal Peace Fellowship-Palestine Israel Network
239. Terre des Hommes International Federation
240. CCFD-Terre Solidaire
241. COCASEN – Coalición Nacional Contra el Abuso Sexual
242. CARE International
243. Fundación Ser de Paz AC
244. Forum o Disarmament and Development of Sri Lanka
245. FTSCD (Forum Togolais de la Société civile pour le Développement)
246. Quincy Institute for Responsible Statecraft
247. MPower Change Action Fund
248. Steirische Friedensplattform
249. Minnesota Peace Project
250. Académicos con Palestina contra el genocidio – Mexico
251. Fundación Arcoiris por el respeto a la diversidad sexual – Mexico