Julian Assange: la nostra campagna per annullare le accuse e impedire la sua estradizione - Amnesty International Italia

Julian Assange: la nostra campagna per annullare le accuse e impedire la sua estradizione

28 febbraio 2020

Cancillería del Ecuador

Tempo di lettura stimato: 6'

Aggiornato il 28 febbraio 2020 – Alla vigilia dell’udienza sull’estradizione di Julian Assange abbiamo lanciato una campagna per chiedere alle autorità degli Usa di annullare tutte le accuse di spionaggio o relative a questo reato in modo che egli sia prontamente rilasciato.

Se quelle accuse non venissero annullate, le autorità del Regno Unito dovrebbero assicurare che Julian Assange non sia estradato negli Usa, dove rischia di subire gravi violazioni dei diritti umani.

Gli incessanti tentativi del governo Usa di processare Julian Assange per aver reso pubblici documenti riguardanti anche possibili crimini di guerra commessi dalle forze armate statunitensi non sono altro che un assalto su larga scala al diritto alla libertà d’espressione“, ha dichiarato in una nota stampa Massimo Moratti, vicedirettore di Amnesty International per l’Europa.

Il potenziale effetto raggelante verso i giornalisti e altre persone che denunciano le malefatte dei governi rendendo note informazioni ricevute da fonti credibili potrebbe avere profonde conseguenze sul diritto delle opinioni pubbliche a conoscere cosa stanno facendo i loro governi. Tutte le accuse mosse nei confronti di Julian Assange a seguito di tali attività devono essere annullate“, ha aggiunto Moratti.

Le accuse contro Julian Assange derivano direttamente dalla pubblicazione di documenti segreti nell’ambito del suo lavoro con Wikileaks, attività che in quanto tale e di per sé non dovrebbe essere punita e che il giornalismo investigativo porta regolarmente avanti nell’ambito professionale.

Tutte le accuse su cui si fonda la richiesta di estradizione degli Usa dovrebbero essere annullate per consentire il pronto rilascio di Julian Assange. In caso contrario, le autorità britanniche hanno l’obbligo chiaro e inequivocabile di non trasferire Julian Assange negli Usa, dove egli rischia di subire gravi violazioni dei diritti umani“, ha precisato Moratti.

Negli Usa, Julian Assange potrebbe essere sottoposto a condizioni detentive equivalenti a maltrattamento e tortura, compreso l’isolamento prolungato. Anche il rischio di subire un processo iniquo è molto concreto, data la campagna ostile promossa nei confronti di Julian Assange da funzionari Usa fino ai più alti livelli, che ha fortemente compromesso il suo diritto alla presunzione d’innocenza“, ha concluso Moratti.

Alla vigilia dell’udienza sull’estradizione, abbiamo pubblicato il nostro appello per chiedere agli Usa di annullare tutte le accuse contro Julian Assange.

Aggiungiamo che le norme e gli standard del diritto internazionale vietano il trasferimento di una persona verso un altro paese dove questa possa rischiare di subire gravi violazioni dei diritti umani. Se Julian Assange venisse estradato o trasferito in qualsiasi altro modo negli Usa, il Regno Unito violerebbe questo divieto.

Julian Assange: conclusa la prima settimana di udienze

Nella prima settimana di udienze sono emersi tutti i punti di preoccupazione che avevamo espresso in merito alla richiesta di estradizione di Julian Assange.

Le udienze di questa settimana hanno evidenziato la minaccia ai diritti alla libertà di espressione e all’accesso alle informazioni che deriverebbero dall’eventuale decisione di estradare Julian Assange negli Usa per rispondere di accuse di spionaggio – ha commentato in una nota ufficiale Julia Hall, esperta di Amnesty International sui diritti umani in Europa -. Il potenziale effetto paralizzante sui giornalisti e su altre persone che cercano di rivelare informazioni in nome dell’interesse pubblico è evidente. I giornalisti nel mondo potrebbero essere accusati di spionaggio o di violazione delle leggi antiterrorismo solo per aver reso noti crimini di guerra o altre violazioni dei diritti umani. E noi resteremmo all’oscuro di fatti e informazioni necessarie per chiamare i nostri governi a rispondere delle loro malefatte. Abbiamo appreso con preoccupazione come, negli ultimi giorni, Assange sia stato sottoposto a perquisizioni corporali e tenuto ammanettato. La direzione della prigione deve assicurare che tali misure siano necessarie e proporzionali. Amnesty International intende sollecitare le autorità britanniche a garantire che Assange non sia sottoposto a maltrattamenti nella prigione di BelmarshNegli ultimi giorni Assange ha più volte cercato di segnalare alla corte che non era in grado di ascoltare lo svolgimento delle udienze, di comunicare in modo efficace con gli avvocati e di mantenere la concentrazione nella gabbia del tribunale dove era trattenuto a causa delle medicine che stava assumendoTemiamo che, se non verranno prese misure adeguate per consentire ad Assange di partecipare in modo effettivo alle udienze di maggio, l’equità del procedimento sarà a rischio“.