Chiediamo libertà per Ahmed Mansoor, da tre anni detenuto in isolamento negli Emirati - Amnesty International Italia

Chiediamo libertà per Ahmed Mansoor, da tre anni detenuto in isolamento negli Emirati

19 marzo 2020

Ahmed Mansoor difensore dei diritti umani

Tempo di lettura stimato: 3'

Il 20 marzo Ahmed Mansoor, attivista per i diritti umani degli Emirati Arabi Uniti, entra nel suo quarto anno di detenzione in isolamento.

Mansoor sta scontando una condanna a 10 anni di carcere, emessa nel maggio 2018 per il reato di “offesa allo status e al prestigio degli Emirati Arabi Uniti e dei suoi simboli, compresi i suoi leader“, unicamente in relazione al suo attivismo per i diritti umani anche sui social media.

Amnesty International e il Centro per i diritti umani del Golfo chiedono che sia posta immediatamente fine all’isolamento di Mansoor e che egli riceva un letto, libri, cure mediche adeguate e possa ricevere visite regolari dalla sua famiglia.

La prolungata detenzione di Mansoor, che ha trascorso tre anni in isolamento, la dice lunga sul ruolo assegnatosi dagli Emirati Arabi Uniti come ‘incubatore di tolleranza’. Quando le autorità puniscono una persona in un modo così crudele e per un tempo così lungo solo per aver esercitato il suo diritto alla libertà di espressione, quel riferimento alla ‘tolleranza’ è del tutto ingannevole“, ha dichiarato Lynn Maalouf, direttrice delle ricerche di Amnesty International sul Medio Oriente.

Ulteriori informazioni

Ahmed Mansoor si trova in isolamento nella prigione di al-Sadr ad Abu Dhabi, in condizioni drammatiche. Dal suo arresto, risalente al 20 marzo 2017, gli è stato consentito di lasciare la sua piccola cella solo per pochissime visite familiari e in una sola occasione per respirare aria fresca nel cortile destinato agli esercizi ginnici. Per protestare contro questo trattamento, ha intrapreso due scioperi della fame che hanno compromesso le sue condizioni di salute.

Nel febbraio di quest’anno oltre 60 organizzazioni della società civile, scrittori e premi Nobel hanno chiesto alle autorità emiratine di rilasciare i difensori dei diritti umani nel corso dell’Hay Festival in programma quel mese.