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Pakistan

Repubblica islamica del Pakistan

Capo di stato: Asif Ali Zardari
Capo del governo: Yousuf Raza Gilani
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 180,8 milioni
Aspettativa di vita: 85/94‰
Alfabetizzazione adulti: 54,2%

  1. Contesto
  2. Sviluppi legislativi, costituzionali o istituzionali
  3. Insurrezione nelle Fata, nella Nwfp e nel Balucistan
  4. Sfollati
  5. Tortura e altri maltrattamenti
  6. Sparizioni forzate
  7. Discriminazione - Minoranze religiose
  8. Violenza contro donne e ragazze
  9. Diritti dell'infanzia
  10. Pena di morte
  11. Missione e rapporti di Amnesty International

Milioni di pakistani hanno subito violazioni a seguito della rapida escalation del conflitto armato in corso tra forze governative e gruppi armati. I talebani pakistani e altri gruppi antigovernativi hanno preso di mira i civili in tutte le regioni del paese, mentre le forze di sicurezza sono ricorse a un uso indiscriminato e sproporzionato della forza, rendendosi responsabili di esecuzioni extragiudiziali. Nelle zone controllate dai talebani pakistani e dai gruppi armati alleati, i civili hanno subito gravi violazioni, compresi arresti e detenzioni arbitrarie; tortura e altri maltrattamenti; una pressoché totale assenza delle debite procedure giudiziarie; rigide limitazioni alla libertà di espressione e di riunione; discriminazioni su base religiosa ed etnica; violenze e discriminazioni contro donne e ragazze. Sono aumentate le violenze contro le minoranze e il governo non è riuscito a prevenire gli attacchi o a punirne i responsabili. Non vi sono state esecuzioni, sebbene siano state condannate a morte 276 persone.

Contesto

A seguito di una serie di proteste su scala nazionale guidate dagli avvocati pakistani, Iftikhar Chaudhry è stato reintegrato il 16 marzo quale capo della giustizia [giudice che presiede la Corte suprema N.d.T.]. Egli era stato estromesso dall'incarico nel novembre 2007 dall'allora presidente Pervez Musharraf. Il 31 luglio, la Corte suprema ha deciso che il presidente Musharraf aveva violato la costituzione nel dichiarare lo stato di emergenza il 3 novembre 2007. Ad agosto, è stata avviata una causa penale nei suoi confronti per aver fatto arrestare i giudici della magistratura superiore nel 2007. Il 16 novembre, la Corte suprema ha ripreso le udienze dei casi di sparizione forzata che erano state interrotte a seguito della proclamazione dello stato di emergenza del 2007.

La violenza nel Balucistan ha avuto un'escalation a gennaio, dopo che gruppi armati baluci hanno interrotto un cessate il fuoco iniziato a metà 2008. Alla presa di ostaggi e alle uccisioni illegali per mano dei gruppi armati si sono per contro accompagnate violazioni da parte di attori statali, compresi arresti arbitrari e sparizioni forzate.

I talebani pakistani e i gruppi di insorti a loro collegati hanno consolidato il loro controllo sulle aree tribali ad amministrazione federale (Fata), estendendo il loro raggio nelle zone della provincia di frontiera nord-ovest (Nwfp) e più precisamente nella densamente popolata valle di Swat. L'esercito ha continuato le sue operazioni contro gli insorti, concentrandosi in special modo nello Swat ad aprile, nella Khyber Agency delle Fata a partire da settembre e nel Waziristan del sud a partire da ottobre. Gli insorti hanno ucciso centinaia di civili ferendone altre migliaia nel corso di attacchi sferrati in tutto il paese, prendendo di mira anche moschee e scuole.

Il 13 aprile, i talebani pakistani nello Swat hanno costretto il presidente Zardari a firmare il Regolamento Nizam-e-Adl (Ordinanza di giustizia). Tale Regolamento istituisce formalmente tribunali che applicano una dura interpretazione della legge islamica dei talebani, nella divisione Malakand. L'accordo di pace si è interrotto a metà aprile, quando i talebani pakistani hanno proseguito le loro incursioni armate nel vicino Buner. Le azioni dei talebani, e le conseguenti operazioni dell'esercito iniziate il 26 aprile, hanno provocato lo sfollamento di oltre due milioni di persone, che andavano ad aggiungersi al circa mezzo milione di pakistani che erano già fuggiti dalle loro abitazioni a seguito del conflitto in corso tra i talebani pakistani e le forze di sicurezza governative. Le operazioni nel Waziristan del Sud hanno indotto i due terzi dei 450.000 abitanti della regione ad andarsene.

Sviluppi legislativi, costituzionali o istituzionali

A partire dal 2 ottobre, il periodo di detenzione cautelare per i sospettati trattenuti per essere interrogati ai sensi della legge antiterrorismo è stato esteso da 30 a 90 giorni.

Il 19 agosto, il ministero dei Diritti umani ha informato il parlamento che degli 11.000 casi inerenti i diritti umani registrati dal ministero in tutto il paese negli ultimi tre anni, la maggior parte dei quali riguardavano la provincia di Sindh, oltre 8000 non erano stati indagati dalla polizia o erano stati archiviati.

Il 4 agosto, l'Assemblea nazionale ha approvato il progetto di legge (di prevenzione e protezione) sulla violenza domestica. Il documento è stato abbandonato dopo che il senato non era riuscito ad approvarlo e il governo non aveva istituito un comitato di mediazione allo scopo di risolvere alcune divergenze.

Il presidente Zardari ha annunciato un pacchetto di riforme per le Fata ad agosto. Questo comprendeva la revoca del bando imposto alle attività di partito e una limitata riforma del regolamento dei reati di frontiera, dell'epoca coloniale, che priva gli abitanti delle Fata della maggior parte dei diritti garantiti dal diritto internazionale e dalla costituzione pakistana. L'attuazione di queste riforme è rimasta pendente.

Il 24 novembre, il primo ministro Gilani ha presentato proposte di ampia portata per ridurre la presenza militare nel Balucistan, rilasciare i detenuti politici baluci, a eccezione di coloro che erano coinvolti nel "terrorismo", rilasciare le persone "scomparse" e avviare programmi di ripresa economica. Secondo quanto riferito, 20 persone scomparse sono state rilasciate alla fine di novembre e a dicembre; 89 casi penali registrati a carico di attivisti politici sono stati ritirati. Il 10 dicembre, stando alle fonti, il primo ministro ha dichiarato che delle 992 vittime di sparizione forzata baluci, 262 erano già state rilasciate e che le rimanenti lo sarebbero state presto.

Insurrezione nelle Fata, nella Nwfp e nel Balucistan

Gli insorti hanno rapito e ucciso illegalmente migliaia di persone, compresi anziani delle tribù, insegnanti, giornalisti, altri professionisti e persone sfollate che facevano ritorno alle loro case. In 87 attacchi suicidi, sono rimaste uccise 1299 persone e 3633 sono rimaste ferite, molte delle quali erano civili. Negli ultimi due anni, i talebani hanno distrutto più di 200 scuole nello Swat, oltre un centinaio delle quali erano scuole femminili. Secondo le autorità locali, questi attacchi hanno interrotto gli studi di più di 50.000 alunni, dalla scuola primaria fino all'università.

I gruppi talebani hanno creato "tribunali" islamici paralleli nelle zone sotto il loro controllo e hanno "processato" e punito decine di persone, in particolare donne, accusate di aver violato la rigida interpretazione della legge islamica. Tra le pene inflitte si citano fustigazioni pubbliche ed esecuzioni.

I militari pakistani hanno in alcuni casi fatto un uso indiscriminato o eccessivo della forza nel corso di attacchi contro nascondigli di talebani, causando un elevato numero di vittime tra i civili. Le forze di sicurezza hanno detenuto sospetti insorti, minorenni compresi, per costringerli ad arrendersi.

Le lashkars tribali (milizie) sostenute ma non regolamentate dallo stato, costituite dagli anziani della Nwfp e di determinate aree tribali, per contrastare i talebani e proteggere i villaggi, hanno detenuto e in alcuni casi ucciso sospetti talebani.

I giornalisti impegnati a seguire la cronaca dell'insurrezione nel nord-ovest e nel Balucistan sono stati presi di mira dal governo così come dai gruppi armati, determinando un'informazione parziale degli abusi. Almeno 10 giornalisti hanno perso la vita svolgendo il loro lavoro.

*Il giornalista afghano Janullah Hashimzada è stato ucciso il 24 agosto a Jamrud, nella Khyber Agency; i suoi colleghi ritengono che i responsabili della sua uccisione fossero i talebani. Lo stesso mese, il quotidiano Asaap, con sede a Quetta, è stato chiuso dopo che personale della sicurezza e dell'intelligence era stato inviato nei suoi uffici per censurarne il lavoro.

*Il 7 luglio, a Buner, insorti hanno appiccato il fuoco alla casa di Behroz Khan, un giornalista di Geo TV.

Sfollati

Alle oltre 500.000 persone sfollate in precedenza dalle Fata a seguito del conflitto, sono andate ad aggiungersi più di due milioni di persone in fuga dai combattimenti in corso nello Swat, iniziati ad aprile (cfr. Afghanistan). Il governo non ha provveduto a garantire i diritti degli sfollati, oltre metà dei quali erano bambini, alla sicurezza, alla salute, al cibo, a un riparo e all'istruzione. A ottobre, le forze di sicurezza hanno sottoposto a vessazioni le popolazioni tribali meshud, in fuga dai combattimenti in corso nel Waziristan del sud e hanno detenuto decine di meshud ai sensi della disposizione sulla responsabilità collettiva del regolamento sui reati di frontiera.

Tortura e altri maltrattamenti

Decine di detenuti sono stati torturati a morte o uccisi e sono state riportate altre esecuzioni extragiudiziali in un contesto di impunità per questo tipo di violazioni.

*Il membro della minoranza cristiana, Fanish Masih, di 19 anni, è stato trovato morto il 15 settembre nella prigione di Sialkot dove era stato rinchiuso in isolamento. Le autorità della prigione hanno sostenuto che si era suicidato ma i suoi familiari avrebbero notato sulla sua fronte, sulle braccia e sulle gambe contusioni che facevano sospettare torture. Tre funzionari carcerari sono stati sospesi per negligenza ma a loro carico non sono state formulate accuse penali.

*Secondo quanto riferito, più di 250 corpi di sospetti militanti sono stati rinvenuti nello Swat a metà luglio, alcuni appesi a dei pali, ammonendo i talebani che avrebbero fatto la stessa fine.

Sparizioni forzate

Sono stati riportati nuovi casi di sparizioni forzate. Malgrado la ripresa a novembre delle udienze presso la Corte suprema riguardo ai casi di sparizioni, della sorte di centinaia di persone non si è più saputo nulla.

*A ottobre, un tribunale distrettuale di Abbottabad ha dichiarato l'ex presidente Musharraf sospettato nel caso del presunto rapimento di Atiq-ur Rehman, uno scienziato della Commissione sull'energia atomica del Pakistan, scomparso il 25 giugno 2004.

*Il 18 agosto, l'esercito ha dichiarato che deteneva 900 prigionieri arrestati nella Swat i quali sarebbero stati consegnati alle agenzie competenti. Sulla loro identità, sul luogo dove si trovano e sulla loro sorte non è stata fornita alcuna informazione.

*Il 3 aprile, tre attivisti baluci, Ghulam Mohammad Baloch, Lala Muni, e Sher Mohammad Baloch, sono stati rapiti da uomini in borghese dallo studio del loro avvocato il giorno stesso in cui il tribunale antiterrorismo li aveva scagionati dalle accuse di aver procurato disordini. Secondo quanto riferito, essi sono stati portati via a bordo di veicoli del corpo di frontiera. Sono stati trovati morti l'8 aprile. Ghulam Mohammad Baloch era un membro del comitato preposto ad accertare l'identità delle circa 800 vittime di sparizione forzata. L'Alta corte del Balucistan ha istituito una commissione d'inchiesta giudiziaria ad aprile e a settembre ha sollecitato le agenzie di intelligence a contribuire alle indagini sugli omicidi, dopo che la polizia aveva lamentato la loro mancanza di collaborazione.

Zakir Majeed Baloch, un operatore sociale e vice presidente dell'Organizzazione studentesca baluci, è stato, secondo i suoi familiari, prelevato l'8 giugno da personale dei servizi di intelligence nei pressi di Mastung, in Balucistan. La polizia si è rifiutata di registrare la denuncia della famiglia. Di lui non si è saputo più nulla.

Discriminazione - Minoranze religiose

I membri di minoranze religiose hanno subito crescenti violazioni, come rapimenti, omicidi, intimidazioni e vessazioni, mentre le autorità statali non hanno provveduto a tutelarli e a perseguire adeguatamente i responsabili. I talebani hanno imposto il jizia, una tassa dovuta dai non musulmani che vivono sotto il regime musulmano, nei confronti di sikh, indù e cristiani, o in alcuni casi li hanno direttamente espulsi. La violenza settaria tra i sunniti e le comunità sciite è aumentata nella Kurram Agency, sotto il controllo dei talebani sunniti.

*Almeno 14 membri della comunità ahmadiyya, bambini compresi, sono stati arrestati per accuse di blasfemia, reato che prevede obbligatoriamente la pena di morte. Almeno 11 ahmadi e nove cristiani sono stati uccisi a causa della loro fede in episodi distinti.

*Il 29 gennaio, cinque ahmadi, tra cui un minorenne, sono stati detenuti con l'accusa pretestuosa di blasfemia nel distretto di Layyah, nella provincia del Punjab, in assenza di prove o testimoni che suffragassero le accuse a loro carico. Sono stati rilasciati su cauzione.

*A Gojra, nel Punjab, il 1° agosto oltre un migliaio di persone hanno attaccato il quartiere cristiano, bruciando vive sei persone, tra cui un bambino di sette anni. Altre 17 sono rimaste ferite, una delle quali è in seguito deceduta. L'attacco era in risposta a dicerie secondo cui i cristiani avevano strappato alcune pagine del Corano nella vicina Korian. Un'inchiesta giudiziaria, disposta dal capo dei ministri del Punjab, ha presentato i suoi risultati alle autorità del Punjab agli inizi di settembre, ma questi non sono stati resi pubblici. Delle 42 persone arrestate per accuse derivanti dall'attacco di Gojra, 35 sono state rilasciate su cauzione.

Violenza contro donne e ragazze

Le donne hanno continuato a essere vittime dei cosiddetti "delitti d'onore", con 960 episodi denunciati. A settembre, il ministro della Giustizia del Punjab ha annunciato che i reati contro le donne sarebbero stati processati ai sensi della legge antiterrorismo.

*Nella Nwfp e nella aree tribali, gruppi talebani hanno chiuso o raso al suolo scuole femminili, costretto le donne a indossare il velo e vietato loro di allontanarsi da casa se non accompagnate da un parente maschio. Diverse donne sono incorse in punizioni, sono state uccise o mutilate per presunte azioni "immorali".
 
Difficilmente le donne hanno ottenuto risarcimenti legali per le violazioni dei loro diritti.

*Il 27 aprile, Ayman Udas, una cantante pashtun di Peshawar, è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco, stando alle fonti, per mano dei suoi due fratelli che vedevano nel suo divorzio, nuovo matrimonio e nella sua carriera artistica un danno all'onore della famiglia. Per il suo omicidio nessuno è stato arrestato.

Diritti dell'infanzia

Sono proseguite pratiche quali il lavoro minorile, la violenza domestica, gli abusi sessuali e il matrimonio forzato di ragazzine per risolvere dispute. Raramente il governo è intervenuto per impedire questo tipo di abusi o per garantire sanzioni nei confronti dei responsabili. A ottobre, l'Assemblea di Sindh ha documentato che, nella sola provincia, tra il maggio 2008 e l'aprile 2009, erano state soccorse 4367 vittime di lavoro minorile e che queste erano state affidate a una Ngo a scopo di riabilitazione.

In diverse occasioni l'esercito ha presentato minorenni ai mezzi di informazione, affermando che erano stati trovati in campi di talebani dove, stando alle accuse, venivano addestrati per missioni suicide.

*Ad agosto, 11 ragazzi, compresi tre apparentemente al di sotto dei 10 anni, sono comparsi di fronte a dei giornalisti a Mingora, "visibilmente traumatizzati". Essi hanno dichiarato di essere stati tenuti in campi di talebani assieme ad altri centinaia di ragazzi.

L'Ordinanza sul sistema giudiziario minorile del 2000 ha continuato a essere applicata in maniera inadeguata. La disposizione che prevede che i minorenni siano detenuti separatamente dagli adulti è rimasta inapplicata.

Pena di morte

La Commissione dei diritti umani del Pakistan ha registrato 267 nuove condanne a morte, con 7700 persone in attesa di esecuzione. Non ci sono state esecuzioni.

Le promesse del 2008 di commutare in ergastolo tutte le condanne a morte sono rimaste disattese. A settembre, il presidente Zardari ha sollecitato i governi delle province a presentare raccomandazioni per la commutazione delle condanne capitali in pene detentive dai 24 ai 30 anni. Il 31 agosto, la Corte suprema ha sospeso un'ordinanza approvata ad aprile dall'Alta corte di Lahore in base alla quale le condanne a morte non sarebbero state imposte a donne e minorenni nei casi di reati per droga.

Missione e rapporti di Amnesty International

Un delegato di Amnesty International ha visitato il Pakistan a maggio.

Pakistan: Resolve hundreds of Baluch "disappearances" (ASA 33/001/2009)

Pakistan: Lahore attack shows government must do more to protect civilians (ASA 33/002/2009)

Pakistan: Government should take concrete action to amend or abolish the blasphemy laws within a year (ASA 33/008/2009)

Pakistan: Amnesty International welcomes Supreme Court move to hear disappearances cases (ASA 33/011/2009)

Pakistan: Government must prepare for South Waziristan displacement crisis, 16 ottobre 2009

 

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