Capo di stato e di governo: Robert Mugabe
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 12,5 milioni
Aspettativa di vita: 43,4 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 100/88‰
Alfabetizzazione adulti: 91,2%
La situazione dei diritti umani è migliorata leggermente con la formazione di un governo di unità nazionale a febbraio. Tuttavia, non sono cessate le vessazioni e intimidazioni nei confronti dei difensori dei diritti umani, attivisti politici e sostenitori del Movimento per il cambiamento democratico (Mdc-t), guidato dal primo ministro Morgan Tsvangirai. Decine di persone, considerate voci critiche nei confronti dell'ex partito di governo Unione nazionale africana dello Zimbabwe (Zanu-pf), sono state arrestate. Le istituzioni statali controllate dallo Zanu-pf hanno continuato a prendere di mira persone percepite come oppositori politici, mettendo a dura prova il fragile governo di unità nazionale. Le tensioni all'interno delle istituzioni hanno alimentato attacchi nei confronti di attivisti dell'Mdc-t nelle zone rurali così come di alcune aziende agricole.
L'economia ha mostrato primi segnali di miglioramento dalla crisi del 2000. Il dollaro zimbabweano è stato svalutato e hanno iniziato a circolare monete forti come il dollaro Usa e il rand sudafricano. Ciò ha portato sotto controllo l'inflazione e ha migliorato la disponibilità dei generi alimentari nei negozi. Tuttavia, molti nuclei familiari poveri non hanno avuto accesso alle monete estere e non hanno potuto sostenere i costi per l'istruzione e le cure mediche. L'intervento delle agenzie umanitarie ha portato alla riapertura delle strutture sanitarie e delle scuole, la maggior parte delle quali avevano chiuso nel 2007.
Il 27 gennaio, i leader della Comunità per lo sviluppo dell'Africa del Sud (Sadc) hanno tenuto un summit straordinario in Sudafrica per cercare di sbloccare lo stallo politico dello Zimbabwe seguito alla firma dell'Accordo politico globale (Gpa), il 15 settembre 2008. Le tre parti firmatarie del Gpa, lo Zanu-pf, l'Mdc-t e l'Mdc, guidato da Arthur Mutambara, sono giunte a un punto di stallo in merito all'assegnazione dei ministeri chiave.
A seguito dell'intervento della Sadc, Morgan Tsvangirai ha prestato giuramento in qualità di primo ministro l'11 febbraio, assieme ai due vice, Arthur Mutambara dell'Mdc e Thokhozani Khupe dell' Mdc-t. Altri membri del governo di unità nazionale hanno giurato il 14 febbraio. Tuttavia, il governo di unità nazionale è rimasto fragile principalmente a causa del rifiuto del presidente Mugabe di dare attuazione ad alcune parti del Gpa. Lo Zanu-pf ha obiettato che l'Mdc-t non aveva fatto abbastanza per la fine delle sanzioni mirate imposte dall'Eu e dagli Usa. A ottobre, l'Mdc-t ha boicottato tre riunioni di gabinetto in segno di protesta per i ritardi nell'attuazione del Gpa. L'Mdc-t ha ripreso a partecipare alle riunioni di gabinetto soltanto dopo un summit convocato dalla Sadc il 5 novembre. Il summit ha concesso alle parti 30 giorni per riprendere il dialogo. A fine anno nessuna delle questioni principali era stata risolta.
Le vittime degli sgomberi di massa del 2005 hanno continuato a vivere in condizioni deplorevoli.
Non è cessata la repressione nei confronti dei difensori dei diritti umani e dei presunti oppositori politici dello Zanu-pf. Decine di attivisti politici e dei diritti umani sono stati arrestati e accusati per aver esercitato i loro diritti.
L'ufficio del procuratore generale ha continuato a ricorrere all'art. 121 della legge sulle procedure e prove penali (Cpea) per prolungare la detenzione di difensori dei diritti umani e di attivisti politici, ai quali normalmente doveva essere concesso il rilascio su cauzione. L'art. 121 prevede ulteriori sette giorni di detenzione per permettere allo stato di presentare ricorso presso un tribunale di grado superiore.
*Almeno 18 prigionieri politici sono stati trattenuti a seguito di accuse che si ritiene siano state create ad arte dall'ex governo Zanu-pf. Il 2 marzo, Jestina Mukoko e Broderick Takawira sono tornati in libertà su cauzione dopo aver trascorso tre mesi in custodia. Altri 13 sono stati successivamente rilasciati su cauzione. A tre, Gandhi Mudzingwa e Kisimusi Dhlamini, entrambi funzionari dell'Mdc-t, e Andrison Manyere, un giornalista, è stata concessa la libertà su cauzione il 9 aprile. Le autorità si sono opposte al rilascio su cauzione ma non hanno presentato ricorso entro il periodo di sette giorni stabilito dall'art.121 della Cpea. I tre sono stati rilasciati il 17 aprile solo per essere riarrestati pochi giorni dopo dalla polizia. Gandhi Mudzingwa e Kisimusi Dhlamini sono rimasti in ospedale per curare le lesioni causate dalla tortura durante la custodia. Il 13 maggio è stata finalmente concessa loro la libertà su cauzione e sono stati messi in libertà. Tutti i detenuti hanno necessitato di cure mediche a causa della tortura e di altri maltrattamenti subiti in stato di fermo.
*Il processo a carico di Jestina Mukoko e altre 17 persone rapite nel 2008 ha preso il via all'inizio dell'anno. Tuttavia, il 28 settembre la Corte suprema ha ordinato una sospensione permanente del procedimento giudiziario a carico di Jestina Mukoko con la motivazione che agenti della sicurezza di stato avevano violato i diritti costituzionali dell'imputata.
*Sette esponenti di Women of Zimbabwe Arise (Woza), tutte donne, sono state arrestate a Bulawayo il 17 giugno e non è stato loro concesso di accedere agli avvocati, dopo che avevano partecipato a una manifestazione pacifica. Il giorno successivo, mentre la Segretaria generale di Amnesty International teneva una conferenza stampa presso il Meikles Hotel ad Harare, quattro attiviste di Woza, un cameraman del quotidiano di proprietà statale Herald e una giornalista indipendente sono stati arrestati e picchiati dalla polizia, a circa 50 metri dall'Hotel. Le attiviste di Woza non hanno ricevuto cure mediche come punizione per il loro attivismo e sono state trattenute per tutta la notte. La giornalista e il cameraman sono stati rilasciati il giorno stesso.
*Il 5 agosto, quattro leader studenteschi dell'Associazione nazionale studenti dello Zimbabwe, Clever Bere, Kudakwashe Chakabva, Archieford Mudzengi e Brian Rugodo, sono stati arrestati all'Università dello Zimbabwe per aver distribuito magliette. Sono stati accusati di aver infranto il codice penale (legge di codifica e riforma) per aver partecipato a un raduno con l'intento di promuovere la violenza pubblica, disturbo della quiete e "fanatismo". Sono stati rilasciati su cauzione il 7 agosto.
*Il 25 ottobre, Cephas Zinhumwe, direttore esecutivo dell'Associazione nazionale delle Ngo (Nango), e Dadirai Chikwengo, presidente dell'esecutivo della Nango, sono stati arrestati nella cittadina di Victoria Falls, dopo che la Nango aveva organizzato un seminario per direttori di Ngo. I due sono stati rilasciati su cauzione il 27 ottobre, con l'accusa di aver infranto la legge sull'ordine pubblico e la sicurezza (Posa), in quanto non avrebbero notificato all'autorità competente l'intenzione di tenere un "raduno politico pubblico". Sono stati prosciolti il 25 novembre.
*Il 28 ottobre, Thulani Ndhlovu e Ndodana Ndhlovu, della Rete di sostegno elettorale dello Zimbabwe sono stati arrestati a Dete, nel distretto di Hwange. Essi sono stati accusati ai sensi della Posa per aver tenuto dei comizi senza ottenere prima l'autorizzazione della polizia. Ndodana Ndhlovu è stato rilasciato il giorno dell'arresto, mentre Thulani Ndhlovu è stato rimesso in libertà su cauzione il 30 ottobre.
*L'8 novembre, Lovemore Matombo, presidente della Confederazione dei sindacati dello Zimbabwe (Zctu), e altri quattro attivisti, Michael Kandukutu, Percy Mcijo, Dumisani Ncube e Nawu Ndlovu, sono stati arrestati nella cittadina di Victoria Falls, dopo aver tenuto un raduno sindacale. Sono stati accusati ai sensi della Posa di aver organizzato, secondo quanto ritenuto dalle autorità, un raduno illegale. Sono stati rilasciati il 12 novembre dopo che il loro caso era stato archiviato da un tribunale di primo grado.
*Il 20 novembre, 32 attivisti di Gweru sono comparsi davanti a un magistrato. Erano stati arrestati nel dicembre 2008 dopo aver partecipato a una manifestazione pacifica e accusati ai sensi della Posa. Tuttavia, quando sono stati convocati in tribunale, le accuse erano state modificate in distruzione di proprietà e inneggiamento con slogan contro il presidente Mugabe.
Sono continuate le vessazioni e intimidazioni nei confronti di avvocati, che rappresentano attivisti dei diritti umani e politici, e di funzionari della magistratura.
*Il 14 maggio, Alec Muchadehama, un avvocato che rappresentava il giornalista Andrison Manyere e due funzionari dell'Mdc-t, è stato arrestato presso il tribunale di prima istanza di Harare da agenti di polizia della sezione per l'ordine pubblico. È stato accusato di ostruzione e intralcio del corso della giustizia per "aver causato illegalmente il rilascio" di Kisimusi Dhlamini, Gandhi Mudzingwa e Andrison Manyere, disinformando e fuorviando funzionari dell'Alta corte. Egli è rimasto in carcere per una notte. È stato rilasciato il 10 dicembre. In un caso collegato, Constance Tambara, l'impiegata dell'Alta corte che aveva facilitato il rilascio temporaneo dei tre detenuti, è stata arrestata il 6 maggio con l'accusa di abuso d'ufficio. Le è stata concessa la liberazione su cauzione l'8 maggio ma lo stato ha invocato l'art.121 della Cpea e l'impiegata è rimasta in custodia assieme al suo bambino di nove mesi. È stata rilasciata il 14 maggio dopo il ritiro del ricorso contro la cauzione. È stata anche lei rilasciata il 10 dicembre.
Non sono state intraprese misure significative per assicurare alla giustizia gli autori di gravi violazioni dei diritti umani commesse durante le violenze promosse dallo stato e della tortura di oppositori politici dello Zanu-pf, nel periodo antecedente il secondo turno delle elezioni presidenziali del giugno 2008. Almeno 200 persone furono uccise e oltre 9000 ferite durante le violenze. In riferimento ai fatti sono stati registrati solo pochi e isolati procedimenti giudiziari. L'Ente per la riconciliazione nazionale creato dal governo non ha reso prioritario assicurare alla giustizia i responsabili e nemmeno i ministeri della Difesa e degli Affari interni hanno sentito la necessità di riforme istituzionali urgenti per combattere l'impunità. Per tutto l'anno, elementi interni all'esercito, la polizia e i servizi di intelLigence si sono sentiti autorizzati a continuare a prendere di mira attivisti per i diritti umani e membri dell'Mdc-t, commettendo violazioni dei diritti umani nei loro confronti.
L'ufficio del procuratore generale è stato riluttante a indagare le presunte violazioni dei diritti umani o ne è stato complice.
Nel paese hanno continuato a persistere tortura e altri maltrattamenti. Nessun responsabile è stato chiamato a rispondere davanti alla giustizia.
*A settembre, la Corte suprema dello Zimbabwe ha stabilito, tra l'altro, che Jestina Mukoko (v. sopra) era stata torturatada agenti della sicurezza dello stato, i quali l'avevano rapita e trattenuta in incommunicado nel dicembre 2008. Ciononostante, non è stata avviata alcuna indagine.
*Almeno 95 soldati sono stati arrestati a ottobre ad Harare perché sospettati di essere penetrati in un'armeria della caserma di Pomona e aver rubato 21 pistole. Secondo quanto riferito, sono stati torturati durante gli interrogatori da parte di membri dell'organizzazione centrale d'intelligence, del corpo d'intelligence militare e della polizia militare. Almeno due di loro sono morti a seguito delle ferite riportate, compreso il maggiore Makotore, il quale, stando alle fonti, era stato preso a calci sui genitali. Secondo le notizie ricevute, una persona si sarebbe suicidata mentre si trovava in isolamento. Pascal Gwezere, un manager dei trasporti per conto dell'Mdc-t, il quale era stato accusato dello stesso reato, è stato arrestato da agenti della sicurezza di stato nella sua abitazione di Harare il 27 ottobre e torturato. Gli è stato negato l'accesso alle cure mediche. È stato rilasciato il 24 dicembre su cauzione dopo che la Corte suprema aveva confermato la precedente decisione di liberazione su cauzione emessa dall'Alta corte.
Manfred Nowak, Relatore speciale delle Nazioni Unite, si è visto negato l'ingresso in Zimbabwe il 28 ottobre. Il governo aveva ritirato l'invito due giorni prima con la motivazione che una delegazione della Sadc si trovava nel paese per valutare l'andamento del governo di unità nazionale.
I magistrati hanno subito pressioni mentre approvavano delibere non gradite all'ufficio del procuratore generale. I tribunali di prima istanza hanno subito crescenti pressioni nei casi giudiziari a carico di funzionari dell'Mdc-t e di difensori dei diritti umani, spesso costatando che gli stessi funzionari della magistratura dovevano affrontare accuse inventate su istigazione dell'ufficio del procuratore generale. Le accuse erano tese a incutere paura ai funzionari della magistratura, minandone l'indipendenza e l'imparzialità.
*Livingstone Chipadze, magistrato incaricato regionale di Manicaland, è stato arrestato a marzo dopo che aveva concesso la libertà su cauzione a Roy Bennett, tesoriere generale dell'Mdc-t. È stato accusato di "abuso penale d'ufficio" per aver accordato il rilascio di Bennet dalla custodia cautelare, e detenuto per diversi giorni in condizioni carcerarie deplorevoli, prima di essere rilasciato su cauzione. Il 4 agosto le accuse a suo carico sono state archiviate.
*Chioniso Mutongi, magistrata che aveva presieduto il processo a carico dell'avvocato per i diritti umani Alec Muchadehama, si è dimessa il 3 novembre. Ha dichiarato di aver subito vessazioni da parte delle autorità giudiziarie dopo aver giudicato colpevole il funzionario della magistratura Andrew Kumire per oltraggio alla corte, condannandolo a cinque giorni di reclusione. Andrew Kumire ha lasciato l'aula e, in circostanze inspiegate, un altro magistrato gli ha in seguito concesso la cauzione. La condanna di Andrew Kumire è stata successivamente confermata su revisione dell'Alta corte. Chioniso Mutongi ha ricevuto diverse minacce telefoniche anonime e ha affermato di non aver ricevuto protezione da parte dell'ufficio del procuratore capo.
Almeno sette persone sono state condannate a morte nel 2009, portando il numero dei prigionieri nel braccio della morte ad almeno 52, alla fine dell'anno.
Delegati di Amnesty International hanno visitato lo Zimbabwe a marzo, maggio, giugno e ottobre. A giugno, la Segretaria generale di Amnesty International ha visitato lo Zimbabwe e ha incontrato alti funzionari di governo, compreso la vicepresidente Joice Mujuru e il ministro della Difesa Emmerson Mnangagwa, diplomatici dell'Au e dell'Eu, così come difensori dei diritti umani e sopravvissuti a violazioni dei diritti umani. A luglio la Segretaria generale ha incontrato il primo ministro Morgan Tsvangirai nel Regno Unito.
Zimbabwe: A five point human rights agenda for the inclusive government (AFR 46/009/2009)
Zimbabwe: Moving from words to action (AFR 46/025/2009)
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