Messico: le violazioni dei diritti umani accertate nel 2016

Ultime notizie sul paese

 

STATI UNITI MESSICANI

Capo di stato e di governo: Andrés Manuel López Obrador

Contesto

La nuova amministrazione ha adottato un piano di austerità che è stato rigorosamente applicato, con ripercussioni su vari programmi del governo federale. Le prime relazioni degli operatori sanitari e della società civile hanno messo in evidenza che ciò rischia di compromettere l’accesso delle persone alle cure sanitarie, in particolare di coloro che vivono con l’Hiv e con il cancro.

A giugno, il presidente ha rifiutato di partecipare alla presentazione della relazione annuale della Commissione nazionale per i diritti umani, il primo presidente a farlo da quando la commissione è stata creata 28 anni fa. Qualche giorno dopo, nello stesso mese, il governo federale ha respinto ufficialmente la raccomandazione della commissione in reazione a una riduzione dell’assistenza all’infanzia a disposizione dei genitori che lavorano.

Diverse volte nel corso dell’anno, il presidente ha screditato pubblicamente il lavoro delle organizzazioni della società civile. Ha anche vietato il finanziamento pubblico federale di tali organizzazioni che si occupano, tra l’altro, di rifugi per migranti, rifugi per donne che subiscono violenze di genere e organizzazioni per i diritti umani.

A marzo, l’Istituto messicano per la sicurezza sociale ha lanciato un progetto pilota, imposto nel 2018 dalla Corte suprema, per garantire l’accesso alla sicurezza sociale per i lavoratori domestici. Ad aprile, il congresso ha approvato una riforma del diritto federale del lavoro con lo stesso scopo. A fine anno, il Messico non aveva ratificato la Convenzione sul lavoro dignitoso per i lavoratori domestici (Convenzione Ilo n. 189).

Durante l’anno, il governo ha tenuto cerimonie di scuse pubbliche per casi emblematici di violazioni dei diritti umani, come l’esecuzione extragiudiziale di due studenti nel 2010 e per un caso di sparizione forzata, tortura ed esecuzione extragiudiziale di diversi membri di una famiglia nel 1977.

Forze di polizia e sicurezza

La nuova amministrazione federale ha mantenuto per le operazioni di polizia l’approccio militarizzato che sotto i precedenti governi si era rivelato fallimentare. A marzo, un emendamento costituzionale ha istituito una Guardia nazionale civile. Sebbene la Guardia nazionale fosse sotto il ministero per la Sicurezza e la protezione dei cittadini, istituzione civile, era composta principalmente da membri delle forze armate, con una formazione insufficiente per agire come funzionari delle forze dell’ordine. Inoltre, il governo ha nominato un generale dell’esercito come alto comandante.

La legge sulla Guardia nazionale è entrata in vigore a maggio e ha conferito al nuovo organo ampi poteri per quanto riguarda l’applicazione della legge, l’uso della forza, le indagini sui crimini, compresa l’intercettazione delle comunicazioni private e il controllo della migrazione.

Il governo ha privato di riconoscimento la polizia federale alla fine del 2019 e l’esercito è stato incaricato di valutare i membri della polizia federale per determinare se fossero idonei a prestare servizio nella Guardia nazionale o se dovessero essere trasferiti ad altri organi federali, come l’Istituto nazionale per le migrazioni.

A maggio, il congresso ha approvato una legge nazionale sull’uso della forza non conforme alle leggi e agli standard internazionali sui diritti umani. La legge non incorpora accuratamente i principi di legalità, necessità, proporzionalità, prevenzione e protezione della vita e consente l’uso della forza letale in circostanze non previste dal diritto internazionale. La Commissione nazionale per i diritti umani ha contestato la legge dinanzi alla Corte Suprema; la decisione della Corte a fine anno era ancora in sospeso.

Detenzione e arresti arbitrari

Gli arresti e le detenzioni arbitrarie hanno continuato a essere diffusi e spesso hanno portato a ulteriori violazioni dei diritti umani, come torture e altri maltrattamenti. I funzionari delle forze dell’ordine hanno continuato a ignorare i diritti dei detenuti, incluso quello di informarli del motivo della loro detenzione. La norma costituzionale che consente la detenzione senza accusa (arraigo) non è stata abrogata.

Ad aprile, un emendamento costituzionale ha esteso l’elenco dei reati per i quali si applica la detenzione preventiva obbligatoria. Questa normativa impedisce ai giudici di valutare se sia necessaria la detenzione preventiva nei singoli casi ed elude il controllo periodico della detenzione, violando così il principio della presunzione di innocenza nei procedimenti penali.

A maggio, il congresso ha approvato una legge che richiede la creazione di un elenco unificato nazionale per registrare ogni detenzione da parte delle forze dell’ordine. Tuttavia, a fine anno i governi federali e statali non hanno avevano reso completamente effettiva la legge.

Sparizioni forzate

Le sparizioni forzate causate da agenti statali e da attori non statali hanno continuato a destare preoccupazione; i responsabili hanno goduto di un’impunità quasi totale. Le autorità federali hanno dichiarato che al 31 dicembre erano sparite almeno 61.637 persone.

Durante l’anno, il governo si è concentrato su una strategia per affrontare l’incapacità di eseguire esami forensi su corpi non identificati. A marzo, il presidente ha annunciato il ripristino del sistema nazionale di ricerca di persone. Il governo ha riferito che da dicembre 2018 a dicembre 2019 sono state rinvenute 873 tombe clandestine contenenti 1.124 corpi. Il 30 agosto, il governo ha annunciato che il Messico avrebbe riconosciuto la competenza del Comitato delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate a prendere in considerazione singoli casi. A fine anno, questo riconoscimento non era stato ancora implementato.

È stata istituita una commissione speciale sul caso di 43 studenti del collegio di Ayotzinapa forzatamente scomparsi nel 2014 e l’ufficio del procuratore generale ha creato un’unità speciale per indagare sul caso. Il presidente ha ordinato il ricorso all’aiuto internazionale sul caso. I giudici federali hanno stabilito il rilascio dalla detenzione preventiva di diverse persone accusate per questo caso, dopo aver constatato che gran parte delle prove a loro carico erano inammissibili: alcune delle prove presentate erano state ottenute con torture e altri maltrattamenti.

Il Messico non ha compiuto progressi sostanziali nel conformarsi alla sentenza del 2018 della Corte interamericana dei diritti umani nel caso di Alvarado Espinoza che aveva ritenuto il Messico responsabile per la sparizione forzata di tre persone a opera dell’esercito messicano.

Ad agosto, il Comitato dei diritti umani delle Nazioni Unite ha stabilito che il Messico era responsabile per la sparizione forzata nel 2010 di Christian Téllez Padilla, nello stato di Veracruz. È stata la prima volta che un organo delle Nazioni Unite ha emesso una risoluzione vincolante sulle sparizioni in Messico.

Tortura e altri maltrattamenti

La tortura e altri maltrattamenti hanno continuato a destare grande preoccupazione. Le indagini sulle denunce di tortura sono state generalmente deficitarie e i responsabili sono stati raramente consegnati alla giustizia.
A partire da aprile, il governo e le Ong hanno redatto il Programma nazionale per la prevenzione e la punizione della tortura e dei maltrattamenti; il documento non era ancora stato pubblicato a fine anno.
A maggio, il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura ha pubblicato le sue conclusioni sul Messico e ha espresso preoccupazione per l’altissima incidenza di torture e altri maltrattamenti, compresa la violenza sessuale, da parte dei membri delle forze di sicurezza e degli investigatori.

Violenza contro donne e ragazze

La violenza di genere contro donne e ragazze ha continuato ad essere diffusa. Le autorità non hanno indagato su questi crimini e gli autori degli stessi sono stati raramente consegnati alla giustizia. Le autorità hanno avviato 1.006 indagini su omicidi di genere (femminicidi).

Non sono stati resi disponibili dati sufficienti e aggiornati sugli omicidi e sulla violenza di genere. Tuttavia, sono stati pubblicati dati ufficiali per il 2018 che indicano che 3752 donne sono state considerate vittime di omicidio, casi in attesa di ulteriori indagini. Le statistiche ufficiali più recenti sulla violenza di genere, quelle del 2016, hanno stimato che il 66,1 per cento delle donne e delle ragazze di età pari o superiore a 15 anni ha subito violenza di genere almeno una volta nella vita e che il 43,5 per cento delle donne ha subito una violenza di genere di tipo sessuale da parte del partner.

Le autorità hanno creato 20 protocolli noti come “Segnali d’allarme relativi alla violenza di genere contro le donne” operativi in 18 stati. Istituiti dalla legge generale sull’accesso delle donne a una vita libera dalla violenza, i segnali d’allarme si basano su sforzi coordinati per affrontare e sradicare la violenza contro donne e ragazze. A fine anno, non vi era alcuna indicazione che i segnali d’allarme avessero ridotto la violenza di genere.

Ad agosto, diversi casi di violenza sessuale contro donne e ragazze hanno suscitato indignazione e manifestazioni a Città del Messico e in altre città. Le autorità di Città del Messico hanno inizialmente respinto le proteste come atti di provocazione e hanno dichiarato che avrebbero avviato indagini penali contro i manifestanti per danni agli edifici. Successivamente, apparentemente in reazione all’indignazione pubblica, hanno cambiato posizione e dichiarato che avrebbero rispettato il diritto alla libertà di manifestazione e indagato sui casi di violenza contro donne e ragazze.

A settembre, il congresso dello stato di Oaxaca ha approvato un disegno legge che depenalizza l’aborto durante le prime dodici settimane di gravidanza. Nel mese di ottobre, il disegno legge è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale.

Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate (Lgbti)

Le coppie dello stesso sesso possono sposarsi a Città del Messico e in 18 stati. Le coppie negli stati in cui le leggi o le pratiche amministrative non consentivano il matrimonio tra persone dello stesso sesso hanno dovuto presentare una denuncia costituzionale (amparo) dinanzi ai tribunali federali per far rivedere i loro casi e riconoscere i loro diritti. Il matrimonio omosessuale è stato approvato dalle modifiche alle leggi della Bassa California del Sud, Hidalgo, San Luis Potosí e Oaxaca e dagli ordini della Corte suprema negli stati di Aguascalientes, Nuevo León e Sinaloa.

Ad aprile e di nuovo a luglio, il congresso dello Yucatán ha respinto, attraverso un voto segreto illegale, una riforma legale per consentire il matrimonio omosessuale. A ottobre, anche il congresso di Puebla ha respinto una riforma legale. Da maggio, le coppie dello stesso sesso hanno potuto sposarsi nei consolati e nei locali diplomatici del Messico, su ordine del ministero degli Affari esteri.

Difensori dei diritti umani

I difensori dei diritti umani hanno continuato a essere minacciati, molestati e attaccati a causa del loro lavoro; ne sono stati uccisi almeno 23 secondo Frontline Defenders; 14 erano difensori dei diritti territoriali, terrestri e ambientali. Le autorità non hanno fatto progressi significativi nelle indagini su questi omicidi. Due persone sono state arrestate in attesa del processo per l’omicidio del 2018 di Julián Carrillo, un difensore nativo dei diritti umani nello Stato di Chihuahua.

Il 20 febbraio, nello Stato di Morelos, Samir Flores Soberanes è stato ucciso a colpi di arma da fuoco dopo aver ricevuto minacce di morte per il suo lavoro sui diritti umani. Era un membro dell’organizzazione di base del Fronte popolare per la difesa della terra e dell’acqua.

Il 3 agosto, uomini armati non identificati hanno rapito con la forza Aarón Méndez e Alfredo Castillo, entrambi membri di Casa Amar, rifugio per migranti, nello stato di Tamaulipas; a fine anno cosa fosse accaduto loro e il posto in cui si trovavano erano ancora sconosciuti.

Dopo una campagna sostenuta dalla società civile, la Procura generale e la Commissione federale dell’energia elettrica (Cfe) hanno ritirato le accuse contro i difensori dei diritti umani dell’Unione cooperativa Tosepan, Movimento popolare rurale e urbano indipendente per lavoratori e agricoltori, e del Comitato olistico di pianificazione dell’uso del suolo di Cuetzalan, accuse che erano state fatte per il loro coinvolgimento in manifestazioni pubbliche contro un progetto Cfe volto alla costruzione di una stazione elettrica a Cuetzalan, nello stato di Puebla.

Il meccanismo di protezione nazionale per i difensori dei diritti umani e per i giornalisti ha fornito misure di protezione a 1086 persone: 721 difensori dei diritti umani e 365 giornalisti. Il governo messicano ha accettato le raccomandazioni di un’analisi presentata dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani in merito al meccanismo e si è impegnato pubblicamente a metterle in atto.

Il Messico non aveva ancora ratificato l’accordo regionale sull’accesso alle informazioni, sulla partecipazione pubblica e sulla giustizia in materia ambientale in America Latina e nei Caraibi (l’accordo di Escazú), che prevede la protezione dei difensori dell’ambiente.

Migranti, rifugiati e richiedenti asilo

Le autorità hanno iniziato l’anno, nell’ambito di un approccio alla migrazione basato sui diritti umani, fornendo migliaia di visti umanitari alle persone che sono arrivate in “colonne” dall’America centrale. Tuttavia, a giugno, la norma è stata rovesciata e 6000 ufficiali della Guardia nazionale sono stati schierati al confine fra Messico e Guatemala. Ciò ha fatto seguito alle minacce degli Usa di imporre tariffe commerciali al Messico, a meno che non fossero stati istituiti maggiori controlli sulla migrazione. L’uso della Guardia nazionale per controllare la migrazione è stato contestato alla Corte suprema dalla Commissione nazionale per i diritti umani e dal Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale, che hanno messo in evidenza il rischio di azioni discriminatorie da parte delle forze di sicurezza.

I centri di detenzione per la migrazione hanno registrato livelli record di sovraffollamento e almeno tre persone sono morte sotto la custodia dell’Istituto nazionale per la migrazione in circostanze legate alla loro detenzione, tra cui una bambina di dieci anni. Durante il 2019, almeno 51.999 bambini sono stati detenuti nei centri di immigrazione, in violazione della legge messicana e degli standard internazionali.
Ci sono stati molteplici arresti e detenzioni arbitrarie di massa, tra cui l’arresto di circa 400 persone a giugno su un’autostrada vicino a Tapachula, nello stato del Chiapas. La Comar, agenzia federale per i rifugiati, ha ricevuto 70.302 richieste di asilo, rispetto alle 29.630 del 2018. Il maggior numero di richiedenti asilo proveniva dall’Honduras, seguito da El Salvador, Cuba e Venezuela. Le autorità non erano preparate per esaminare le domande e i tempi di attesa sono aumentati. Il Messico ha ricevuto quasi 60.000 richiedenti asilo espulsi dagli Usa nell’ambito del piano “Protocolli di protezione della migrazione” o “Rimani in Messico”. Il Messico ha fornito loro semplici permessi cartacei per rimanere nel paese rimandandone tuttavia molti nei loro paesi di origine in possibile violazione del principio di non respingimento. Fino a dicembre, le autorità migranti avevano arrestato 186.750 migranti irregolari e espulso 123.239. La stragrande maggioranza (98 per cento) delle persone deportate proveniva dall’America centrale e quasi la metà proveniva dall’Honduras.

Libertà di espressione e riunione

I giornalisti hanno continuato a essere minacciati, molestati, attaccati e persino uccisi. Almeno 10 giornalisti sono stati uccisi. Le autorità non hanno fatto progressi significativi nelle indagini su questi crimini. Nel corso dell’anno il governo federale non ha annunciato alcun piano reale per proteggere i giornalisti. I giornalisti hanno espresso preoccupazione per l’atteggiamento denigratorio del presidente nei confronti dei giornalisti e della stampa che avevano criticato le sue politiche, atteggiamento che potrebbe avere un effetto dissuasorio sulle attività giornalistiche.

La legge nazionale sull’uso della forza ha fornito protezione durante le manifestazioni solo se i funzionari delle forze dell’ordine ritenevano che le proteste avessero uno scopo legittimo. La legge non indicava che, durante le assemblee pubbliche, l’uso della forza doveva essere limitato alle situazioni in cui era necessario contenere individui violenti o disperdere i partecipanti se la violenza era diffusa e non erano disponibili alternative, né prevedeva l’obbligo di cercare di ridurre le tensioni e di trovare alternative per evitare l’uso della forza.

A luglio, il congresso dello stato di Tabasco ha approvato una riforma del codice penale statale che rende reato le manifestazioni pubbliche. Prevede lunghe pene detentive per azioni contrarie a progetti o opere pubbliche o private e per il blocco di strade o altre vie di comunicazione. Vari funzionari statali, tra cui il presidente, hanno pubblicamente plaudito alla legge.

A ottobre, la Corte suprema di Città del Messico ha condannato il giornalista Sergio Aguayo al pagamento di 10 milioni di pesos messicani (più di 400.000 €) per danni per la pubblicazione nel 2016 di un articolo di commento sull’ex governatore di Coahuila, Humberto Moreira Valdés. La sentenza costituisce una forma di punizione e intimidazione, che influisce impropriamente sulla libertà di espressione nel dibattito pubblico.

Continua a leggere